Lucaweb Posted May 28, 2009 Posted May 28, 2009 REGGIO EMILIA - Subito il racconto di Stefano Pillastrini per il canestro-partita inventato dal play varesino a 24 centesimi dalla sirena finale del tiratissimo match di Reggio Emilia. «L'azione era disegnata per Galanda che avrebbe dovuto ricevere un lob a centroarea dopo il blocco di un compagno; ma Gek non è Dickens nè come elevazione nè come stazza, e quando si è trovato un paio di corpi addosso ha scaricato la palla a Childress. Il resto lo avete visto; d'altra parte Randy è un campione, già diverse volte mi aveva fatto vincere partite allo scadere con invenzioni di questo tipo...». Certo però la magia sulla sirena del "Professore" resterà una delle istantanee-chiave della stagione biancorossa, tra l'altro in un momento molto difficile per il giocatore del 1972 che due giorni fa ha perso uno zio cui era legatissimo, avendolo cresciuto per parecchi anni in gioventù: «A Childress va un ringraziamento particolare per la professionalità dimostrata in questa situazione così difficile - conferma Cecco Vescovi - Noi eravamo disposti a farlo partire per gli Stati Uniti questa mattina con il rientro previsto per mercoledì, ma Randy ha rifiutato questa possibilità vista l'importanza del momento». E lo stesso atleta statunitense non vuole caricarsi di troppi meriti a dispetto dell'enorme peso specifico della sua giocata: «Sono contento di aver segnato questo canestro così importante, ma in realtà ho fatto solo il mio dovere: in realtà i complimenti li meritano lo staff tecnico, i miei compagni, la società e tutti i tifosi di Varese, perchè è l'intero sistema nella sua completezza che merita questa promozione che stiamo inseguendo col massimo dell'impegno sin dal 18 agosto». Sulla disamina della gara Pillastrini sottolinea comunque l'importanza dell'impatto della panchina per evitare un nuovo tracollo iniziale come sul campo di Imola: «Per come ha iniziato Reggio Emilia, aggredendo la partita con grande energia e determinazione, era possibile ripetere il primo tempo del PalaMokador quando contro l'Aget sprofondammo a meno 20 senza colpo ferire. Invece dalla panchina sono arrivate energie importanti soprattutto in difesa, nelle pieghe di una prova di grande solidità contro un'avversaria che ha giocato una partita di altissimo livello. Nel complesso Galanda ha disputato una gara davvero brillante trascinandoci ad un vantaggio importante; nel finale potevamo forse evitare di arrivare punto a punto, ma negli ultimi 180 secondi la difesa di Reggio Emilia è stata davvero aggressiva». Sul fronte opposto Alessandro Ramagli punta decisamente l'indice contro l'operato degli arbitri nell'ultimo quarto: «Bellissima partita con un primo tempo giocato col fioretto ed una ripresa disputata all'insegna della sciabola. Però la sciabola la usano entrambe le contendenti, mentre nel quarto periodo siamo partiti con 9 falli per noi ed uno solo per Varese: non significa che con un arbitraggio diverso avremmo sicuramente vinto noi, ma quando giochi con un equilibrio così spiccato una cosa del genere è come permettere di segnare un gol con una mano...». G. S.
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