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di Giuseppe Sciascia

Fila col vento in poppa la Cimberio passata indenne dalle "forche caudine" di Reggio Emilia, mantenendo inalterato il vantaggio di 4 lunghezze nei confronti della seconda forza Prima Veroli. Ennesimo "canestro-partita" allo scadere nel corso della stagione biancorossa quello siglato da Childress al PalaBigi, che si aggiunge ai tiri vincenti di Cotani a Roseto e di Gergati contro l'Umana (già determinanti contro Jesi e Pavia per agganciare gli overtime poi vinti dalla Cimberio).

E il dirigente biancorosso Massimo Ferraiuolo ribadisce le qualità caratteriali del gruppo: «La vittoria di Reggio Emilia ha rappresentato una bella prova di forza tecnica e mentale da parte del gruppo: subire il primo sorpasso della ripresa a 7 secondi dal termine di una gara che avevamo sempre condotto poteva essere una bella mazzata, ma con pochissimo tempo a disposizione abbiamo comunque creato tre soluzioni offensive, l'ultima delle quali vincente con la tripla di Childress. In quei momenti ci vogliono freddezza e lucidità, e già in più occasioni abbiamo dimostrato di saper fare le cose che servono per vincere...».

Ancora una volta risolutiva la profondità della panchina (10 giocatori utilizzati da Pillastrini, 9 dei quali andati a referto): dopo il ritorno al gran completo, la Cimberio ha ingranato le marce alte (7 vittorie nelle ultime 8 gare per la truppa biancorossa).

«A Reggio Emilia ci siamo trovati di fronte un'avversaria che ha giocato la miglior partita del girone di ritorno, ribattendo colpo su colpo alle nostre giocate. Ma da quando siamo al completo possiamo pescare a piene mani da una panchina in grado di dare sempre efficacia alla nostra azione: ad esempio mi è piaciuto molto Nikagbatse che ha messo in campo grande intensità, bene anche Martinoni così come Antonelli e Gergati nei pochi minuti che sono rimasti in campo. E da quando le rotazioni sono quelle studiate a tavolino, con tutti gli effettivi a disposizione, il ruolino di marcia della squadra è quello di una "prima della classe" a tutti gli effetti. Se escludiamo il passo falso di Imola, legato probabilmente ad un approccio mentale "fragile" dopo 5 vittorie consecutive, nelle ultime gare siamo sempre riusciti a esprimerci al meglio, vincendo con autorità su campi difficili come quelli di Jesi, Sassari e Reggio Emilia. Direi che il rendimento attuale del gruppo rispecchia assolutamente la posizione di classifica...».

Nel match di sabato al PalaBigi l'arma vincente di Varese è stato sicuramente Giacomo Galanda, mai così "dominante" quest'anno nel ruolo di pivot costruendo gran parte delle fortune offensive della squadra sulle sue giocate vicino a canestro: «Quella di Reggio Emilia è stata probabilmente la miglior partita dell'anno da parte di Giacomo, ma ormai da un mese sta giocando ad altissimo livello. Nel momento in cui la squadra è cresciuta come qualità di gioco anche Galanda è salito di tono; sabato ha segnato diversi canestri di difficoltà estrema che solo un giocatore con le sue mani riesce a rendere naturali. E poi l'asse tra lui e Childress dà sicurezza alla squadra sia in partita che in allenamento: Jack ha sempre una parola giusta per tutti come si conviene ad un vero capitano».

Proprio Galanda è stato ieri l'unico assente "precauzionale" nella seduta di allenamento di riattivazione del gruppo che oggi tornerà a lavorare al completo in vista del match casalingo di giovedì contro Brindisi: altra tappa importante sulla rotta verso l'A1 per una Cimberio che potrebbe addirittura già festeggiare la promozione in caso di vittoria e di contemporaneo stop di Veroli, che però ospiterà il fanalino di coda Roseto.

«L'Enel ha già dimostrato all'andata di avere dei giocatori in grado di metterci in difficoltà, considerando il valore di elementi come Hatten, Killingsworth e lo stesso Gioulekas. Una volta di più sarà importante partire forte, imponendo subito il nostro gioco e la solidità dell anostra difesa; ovviamente ci concentreremo soltanto sul nostro impegno senza guardare al risultato di Veroli, anche perché un'eventuale stop casalingo della Prima contro Roseto mi sembra davvero un'ipotesi improbabile».

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