Lucaweb Posted June 17, 2009 Posted June 17, 2009 di GIANCARLO PIGIONATTI Masnago come una cattedrale gremita di fedeli. Sono più di cinquemila che, in un raccoglimento sonoro attorno a Pillastrini e ai suoi uomini, cercano il paradiso quaggiù in terra. Auspice o complice il calendario nel collocare Varese - Veroli nell’ultima giornata della cosiddetta stagione regolare, questo match, nonostante fatiche e sudori di mesi e mesi, vale un’intera stagione. In quaranta minuti si consumano trionfo e delusione. Sicuramente non avrebbe potuto chiedere di meglio l’amabile Franco Lauro per una RaiSportPiù che possiede l’esclusiva delle gare di LegaDue e che trasmetterà un avvincente spareggio. Chiamalo, se vuoi, destino. Esso però trova una sua valenza logica, piaccia o no, nella marcia di questa Cimberio che, sempre o quasi, ha sofferto contro tutti, ultimi o primi che fossero in classifica e che, di fronte all’ultimo atto della stagione, dovrà mettere in discussione la sua proverbiale capacità di battere rischi e pericoli. Già, questa virtù dei biancorossi torna preziosa, se calata nella loro testa, come un patrimonio da custodire, al fine di essere legittimi padroni di casa e dell’evento. V’è solo da chiedersi se l’"ansia da prestazione", come l’ha definita Pillastrini, riuscirà a penetrare nelle maglie biancorosse, sino a pizzicare di tarli cervello e gambe. Il tecnico, che ha dovuto convivere in questa lunga vigilia, con una spasmodica aspettativa, ha riassunto il suo piano di battaglia in un ordine: «Giù sulle gambe e su con la testa». Il match sta tutto qui per una Cimberio toccata, se non aggredita, dal suo ruolo di capolista dalla prima giornata, per dire anche, e non opportunamente, del suo nome glorioso. La storia, adesso però, è qui, attorno a questa squadra e basta. Semmai il trionfo onorerà il suo grande passato. Ma prima bisogna sudarselo tra timori nascosti e rabbie dichiarate, contro una Veroli che si sente forte nella sua corazza psicologica, d’una sfidante senza crucci, potendo trovare scampo (gioioso) in quei play off che erano il suo massimo obiettivo. Ma da qui alla realtà ce ne passa: i laziali, vicini all’obiettivo grosso e in un’atmosfera che stordisce gli impreparati, potrebbero perdere la loro baldanza. Pare più pressante, nelle premesse, l’approccio di Varese la cui piazza farebbe però bene a non classificare un remoto ed eventuale insuccesso tra i fallimenti. Cimberio - Prima è un sfida senza domani? Così l’hanno definita. Non lo è affatto per Veroli ma, nemmeno, può esserlo per Varese, pur volendo chiudere oggi la sua pena in purgatorio. Sia chiaro, i play off sono da evitare decisamente ma non ci deve struggere prima e in gara. Questa squadra non ha bisogno di mettere le mani avanti, motivata com’è nelle sue intime convinzioni e sostenuta da una magica atmosfera sugli spalti, ha di che per non accusare attacchi di panico nei momentacci di questa sfida. In Galanda & C, tra vecchi del mestiere e giovani debuttanti, bisogna credere dopo una stagione vissuta all’ultimo respiro. E’ immenso Pillastrini, non solo per stazza ma come uomo e tecnico di basket, sicchè non bisogno di consigli ma, se proprio ve ne fosse uno su cui meditare, stavolta potrebbe evitare quelle profonde rotazioni, canoniche in ogni match della stagione, per puntare soprattutto sugli uomini più esperti, falli e "rifiatamenti" a parte. Il pubblico sarà il vero sesto uomo in campo di una Varese che, nelle sue fortezze (per potenziale e fattore campo) dovrà respingere, senza vere paure, l’assalto dei laziali. E che la festa sia qui.
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