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di Massimo Turconi

Ci sono situazioni in cui, a fronte di un risultato beffardo, sei costretto a tenerti buona la prestazione. Andrea Capobianco, coach della Tercas Teramo, all’indomani della partita giocata dai suoi contro Ferrara, si è trovato esattamente in quella situazione. Con la sua squadra ridotta quasi ai minimi termini – priva di Valerio Amoroso, in panchina per onor di firma, Young in campo solo per dieci minuti e altri giocatori-chiave abbastanza acciaccati -, coach Capobianco è uscito tra gli applausi scroscianti di tutto il palazzetto estense.

«E’ vero, in certe occasioni – dice Capobianco -, devi fare di necessità virtù e accettare col sorriso sulle labbra tutto ciò che ti è offerto. Chiaro, il risultato di Ferrara (vittoria della Carife 90-83 ndr) non ci rende felici, ma la soddisfazione per aver giocato alla pari fino al 40’, quella, resta per intero. In particolare perché abbiamo disputato un’ottima partita contro una formazione che vanta un organico assortito in modo eccellente, gioca molto bene e sarà tra le protagoniste della stagione». In poche parole: classico bicchiere mezzo pieno… «Probabilmente, alla vigilia, avrei firmato ad occhi chiusi pur di vedere una prestazione del genere da parte dei miei. Forse, per come si è poi sviluppato il match, rimane un briciolo di amaro in bocca. Una sensazione accettabile considerati infortuni e assenze. Ci consoliamo con le buone indicazioni ricevute: non ultima la prova del giovane Achille Polonara (ala, 200 centimetri, classe ‘91 ndr) che è stato in campo una dozzina di minuti “veri” col piglio del giocatore esperto».

Sembrano esserci, per Teramo, le premesse per un’altra stagione di lusso. «Mi auguro che possa essere così, ma so benissimo che ripetere l’impresa dello scorso anno – sesta posizione finale e accesso alle qualificazioni dell’Eurocup -, sarà, scusate il gioco di parole, un’impresa. Tuttavia, riconosco che il passo con cui la mia squadra ha iniziato la stagione è quello giusto, la “fame” che anima vecchi e nuovi è sempre notevole ed io, come allenatore, se presentuosamente mi dovessi attribuire una qualità, farei riferimento al carattere: non mollo mai e pretendo che i miei giocatori facciano altrettanto».

Varese, quindi, a Teramo troverà clima da battaglia? «Lo scorso anno al PalaScapriano abbiamo fatto soffrire chiunque e, nell’apertura stagionale, peraltro contro un avversario di prestigio come Varese, vogliamo riattaccare i fili, rialzare l’interruttore e rimettere in scena la nostra pallacanestro fatta di difesa dura e attacco con l’acceleratore spinto al massimo. Un basket che piace ai giocatori, coinvolge e gasa il pubblico ed è funzionale alle caratteristiche della mia squadra». Quali le possibili chiavi tattiche del match ? «Mi piacerebbe parlarne, potendolo.. Ma, come detto, la situazione infortuni mi impedisce perfino di sapere quali saranno i giocatori arruolabili per la gara contro la Cimberio. Ad ogni modo, la Cimberio, è difficilmente scrutinabile perché ha tanta qualità in attacco, difende con principi validissimi e, di più, sa dove andare in ogni momento della partita. In questo senso, proveremo a lavorare forte su Childress, un giocatore indispensabile per Varese perché – conclude Capobianco -, è lui che traccia la rotta per i varesini».

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