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«Non basta il fattore campo»


Lucaweb

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Guarda già avanti verso il match casalingo di domenica contro Biella la Cimberio che evita di piangere sul latte versato dopo il pesante meno 26 dell’anticipo di sabato scorso a Teramo.

A ribadire la necessità di proseguire nel cammino senza soffermarsi troppo sullo scarto finale del PalaScapriano è il dirigente biancorosso Massimo Ferraiuolo (foto): «La sconfitta in Abruzzo può essere pesante finchè si vuole, ma la regola deve essere quella di guardare sempre alla partita successiva. Dopo la vittoria nel derby la squadra non si era gasata, ora bisogna mantenere la serenità e lavorare con il giusto spirito in vista del prossimo impegno casalingo. E’ chiaro che ci sono stati degli errori ai quali dovremo porre rimedio, ma cercheremo di far tesoro della lezione di Teramo: serve soprattutto riuscire a limitare i danni nei momenti di difficoltà, d’altra parte però se nei primi due quarti avessimo sfruttato meglio l’inerzia favorevole chiudendo in vantaggio la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa».

Sul piano tecnico la partita è stata molto diversa rispetto al match di domenica scorsa contro Milano, soprattutto alla luce della scelta degli avversari di pressare stabilmente Childress per togliere lucidità alle esecuzioni offensive biancorosse; con il play americano spesso raddoppiato, ha faticato a mettersi in moto anche Thomas, comunque in fase di progressiva guarigione dopo i problemi di fascite plantare delle settimane passate (e intanto a partire da oggi - ripresi al completo gli allenamenti a Masnago, tornato in gruppo anche il bulgaro Zahariev - il tiratore statunitense calzerà due nuovi plantari "su misura"). «In effetti ha pagato la tattica di Teramo che ha costretto Randy a dare via la palla dopo la rimessa, tra pressione individuale o zona-pressing: in questo modo siamo sempre entrati tardi nei giochi di attacco e le esecuzioni offensive non sono state brillanti. Alla fine più che il dato dei rimbalzi la differenza effettiva l’hanno fatta le percentuali di tiro da 3 punti: i padroni di casa hanno chiuso a 13 su 24, noi invece a 4 su 22, pagando anche la serata-no di Thomas, che comunque sta smaltendo i problemi al piede destro. Di fatto lo scarto finale è derivato dall’estasi agonistica di Hoover e Jones che nella ripresa hanno infilato canestri impossibili mentre noi abbiamo sbagliato tanti tiri aperti. La realtà è che per reggere il livello della serie A dobbiamo lottare col coltello tra i denti in ogni situazione: con Milano le cose ci sono andate meglio del previsto, sabato sera invece un po’ peggio, ma la realtà sta nel mezzo».

In generale comunque pare evidente che le specifiche "strutturali" della Cimberio 2009/2010 sono destinate a funzionare meglio nella versione-Masnago rispetto al formato-esportazione: concetto sul quale concorda anche Ferraiuolo, pur con la necessità di non riporre eccessiva fiducia nella "legge del PalaWhirlpool" e affrontare gli impegni esterni come inevitabili "interludi" tra una gara casalinga e l’altra: «Per caratteristiche tecniche è vero che siamo destinati a esprimerci meglio in casa che in trasferta; non dimentichiamo comunque l’aspetto della poca esperienza dei nostri ragazzi che si sentono certamente più confortati dal calore del pubblico amico. D’altronde in un campionato così equilibrato difendere il fattore-campo è importantissimo: già a partire da domenica contro Biella dovremo cercare di imporre la legge di Masnago e, considerando che giocheremo in casa 4 delle prime 6 partite, sarà fondamentale difendere il nostro fortino anche le prossime settimane. Questo non significa che si debba andare in trasferta con un approccio remissivo: ovviamente firmerei per vincere una dozzina di partite in casa che sarebbero già un’ottima base per la missione-salvezza, ma bisogna provare a giocarsela in ogni circostanza, anche lontano da Masnago».

Giuseppe Sciascia

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