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Adesso è ufficiale: il Consiglio Federale della Fip ha penalizzato la Pallacanestro Varese: "Due punti da scontarsi nel campionato in corso a causa del ritardato versamento delle ritenute Irpef". Questa la motivazione del “parlamentino” federeale che ha punito il club di via Sanvito, il quale avrebbe dovuto depositare alla Com.Te.C. la documentazione del pagamento entro il 15 novembre. Proprio la segnalazione dell’organo tecnico sull’inadempienza della società biancorossa – che ha versato i circa 270mila euro “pendenti” con 4 giorni di ritardo - ha fatto scattare quasi automaticamente la sanzione (molto peggio è andata a Napoli, penalizzata di 6 punti per mancato versamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e delle trattenute al Fondo Fine Carriera Atleti dal maggio al settembre 2009.

A spiegare i passaggi “tecnici” della decisione ci prova Giancarlo Salvetti (foto in alto a destra accanto al presidente federale Dino Meneghin), l’ex numero uno della Fip provinciale, che dallo scorso febbraio è uno dei 20 membri del consiglio federale: «Si è trattato semplicemente di un atto dovuto nell’applicazione del regolamento relativo alle ispezioni periodiche della Com.Te.C. – spiega il dirigente Fip –. Chiaro che tra il comportamento di Varese e quello di Napoli ci fosse una differenza sostanziale in termini di gravità della colpa, come evidenziato anche dall’entità ben più pesante della penalizzazione. Ma il Consiglio si è limitato ad applicare la sanzione prescritta dalle regole dopo che la Com.Te.C. ha illustrato i riscontri del suo lavoro; alla luce di quanto evidenziato non potevamo comportarci diversamente. Certo il regolamento è nuovo ed è passibile di migliorie. Comunque la società biancorossa potrà esporre le sue ragioni al tribunale del Coni».

Scontato, dunque, il ricorso della dirigenza varesina nel tentativo di commutare in una sanzione pecuniaria l’attuale penalizzazione in classifica; il regolamento del settore professionistico non prevede questa possibilità relativamente all’infrazione commessa da Varese, che potrebbe comunque appellarsi al principio del “ravvedimento operoso” previsto dall’ordinamento fiscale italiano. In ogni caso il Tribunale Nazionale dello Sport del Coni ha un calendario di udienze molto fitto, ed è improbabile che il ricorso annunciato dalla società di via Sanvito possa essere discusso prima di 3 o 4 mesi, e non è detto che la situazione di classifica sia analoga a quella attuale, con i due punti in meno che fanno scivolare la Cimberio dall’ottavo al dodicesimo posto.

Intanto in sede Cecco Vescovi è comprensibilmente restio ad esprimersi su una vicenda legata alla gestione finanziaria del club, sulla quale il comparto sportivo ha ben poca voce in capitolo. Ma al di là della questione-ricorso il GM varesino si preoccupa che la squadra non si faccia condizionare dalla sentenza federale: «Faremo ricorso, ma a questo penseranno gli avvocati; la cosa importante è che la squadra si stia preparando bene alla partita casalinga contro Roma, che alla luce del passo indietro in classifica diventa ancora più importante».

A confermare le sensazioni positive all’interno dello spogliatoio (ieri riposo precauzionale per J.R.Reynolds; rinviato per un impegno improvviso il colloquio tra la squadra ed il presidente Claudio Castiglioni, che dovrebbe comunque parlare al gruppo prima del match con Roma) arrivano le parole di Massimo Ferraiuolo: «I ragazzi hanno chiesto lumi su questa penalizzazione, ma sono parsi fiduciosi: in spogliatoio il clima è sereno e la squadra si sta preparando con impegno e concentrazione alla delicata gara contro Roma».

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