Lucaweb Posted June 8, 2010 Posted June 8, 2010 Lo abbiamo messo in cima al podio biancorosso. E' la persona che più di ogni altra si è meritata l'urlo salvezza di sabato sera, l'uomo che sta dietro alla ricostruzione di una Pallacanestro Varese che ha preso dalle ceneri per riportarla al suo posto. Cecco Vescovi, a metà strada tra passato e futuro, il giorno dopo la partita che ha risolto una stagione. Si aspettava un'annata così difficile? Lo scorso mese d'agosto, all'inizio della preparazione, avvertii tutti dicendo che avremmo affrontato un campionato lungo e difficilissimo e che da squadra neopromossa avremmo subito l'impatto della serie A. Così è stato, anche se la fortuna avrebbe potuto darci una mano in più. A cosa si riferisce? Abbiamo avuto un sacco di problemi e contrattempi, tutti pesantissimi. Abbiamo perso Slay praticamente subito, dopo l'esordio con Milano: tra quella sentenza del Tas che non arrivava mai e la sua ernia alla schiena, lo abbiamo ritrovato un mese fa. Quanto è forte il rimpianto, nel vedere quanto è stato determinante Ron in tutte le partite che ha giocato? Con uno Slay in forma per tutto il campionato, ora saremmo ai playoff . Ma quello di Ron non è stato l'unico problema che ci è capitato quest'anno. Già.. .quella penalizzazione alla fine rischiava di diventare decisiva... Vero, però noi non l'abbiamo mai utilizzata come un alibi e non ci siamo mai nascosti dietro alla scusa di quei due punti tolti: non ne abbiamo più parlato e così la squadra ha recepito il messaggio e si è messa a giocare senza fare troppe storie. Sabato con Cremona, la partita perfetta: concorda? La squadra ha capito che in palio c'era qualcosa di grosso, c'era una salvezza che significava il futuro della società. Un mese fa ho parlato allo spogliatoio spiegando che attorno alla Pallacanestro Varese ruota il destino di tante persone: da chi lavora in società fino ai tifosi per i quali questa realtà è qualcosa dì importante. E a questa gente noi dobbiamo rispetto. Randy Childress, che dire di lui? Che è di un'altra categoria, che purtroppo ha i suoi anni, che ci aspettavamo i suoi alti e bassi nel corso della stagione, ma che allo stesso tempo sapevamo che non ci avrebbe tradito nei momenti decisivi. Lo sa che lui vorrebbe restare un altro anno a Varese? Vedremo: per tutta la stagione ha ripetuto che questo sarebbe stato il suo ultimo anno, ma siccome ci sono passato so che quella di smettere è una decisione che non si può prendere a campionato in corso. Ci si ferma, si valuta e si decide. E se rimanesse ancora qui a Varese, magari con un ruolo da dirigente? Non è escluso, sarebbe bellissimo trovargli un ruolo importante se dovesse decidere di smettere. Ma credo che lui accetterebbe solo in presenza di una società in grado di garantìre certezze. Ed è quello su cui state lavorando. Abbiamo sistemato l'aspetto sportivo, ora lottiamo per salvare la società; il progetto c'è ed è sul tavolo, in queste settimane abbiamo avuto molti incontri e speriamo di trovare risposte importanti anche dalle istituzioni. Stiamo creando le condizioni per alleggerire il peso della gestione dalle spalle dei Castiglioni, che da soli non potranno continuare: chi finora ha sempre parlato, ora si deve fare avanti. Non ci sono più scuse. Francesco Caielli
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