Lucaweb Posted June 15, 2010 Posted June 15, 2010 Ecco Claudio Castiglioni. Ecco la sua voce, a quattro giorni dalla notte che per la Cimberio ha significato la salvezza, ecco la voce del presidente della Pallacanestro Varese. Ed è una voce fuori dal coro, che sceglie di discostarsi dall’euforia che è stata propria delle ultime ore e che vuole urlare tutta la delusione di un uomo che si aspettava di più. Proviamo a pungolarlo, proviamo a farci raccontare le sue emozioni alla partita di sabato scorso, ma lui non ci sta. "Sabato? C’è poco da dire: la squadra ha giocato davvero bene, ha fatto il suo dovere conquistando la salvezza. Però". Però? Però io sono arrabbiato, questa stagione mi ha deluso tantissimo: certo, il nostro obiettivo dichiarato era la salvezza, ma dentro di noi tutti sapevamo che questa squadra avrebbe potuto fare di più. E invece no, abbiamo fatto il minimo sindacale: e questa cosa mi dà molto, molto fastidio. Quest’anno, va detto, sono pure capitate degli inconvenienti mica da ridere: non basta a giustificare le difficoltà della squadra? Le sfighe che ci sono capitate non le nega nessuno, sono lì da vedere e anche un bambino direbbe che se avessimo avuto Slay per tutto l’anno avremmo sicuramente fatto di più. E poi ci sono quei due punti di penalizzazione, buttati via per colpa della società, che sicuramente hanno pesato parecchio. Però non ho mai visto la squadra che avrei voluto vedere, mai. A cosa si riferisce? Troppe volte ho visto un gruppo senza cattiveria, specialmente nelle partite in casa. Io ho negli occhi una Varese diversa, quella dei tempi di Magnano, che si trovava sotto di cinque o sei punti contro squadre più forti ma che quando si arrivava agli ultimi minuti si metteva giù sulle gambe e giocava alla morte portando a casa la vittoria. Questa cosa non l’ho mai vista dalla Varese di quest’anno, e un atteggiamento del genere da parte dei giocatori mi ha dato fastidio. Non è giustificabile e, ripeto, la mia delusione è grande. Eppure Varese ha incontrato sulla strada squadre forti, difficili da battere, non crede? No. Questo è stato un campionato livellato verso il basso, e ce ne siamo accorti strada facendo: le squadre che hanno fatto bene non sono state spinte in cima alla classifica dalla loro forza o dalle loro qualità tecniche. C’è stato dell’altro. E sarebbe? Guardo a una squadra come Cantù, e vedo un gruppo solidissimo fatto di giocatori capaci di essere una cosa sola, di stringersi per diventare più forte: onore a loro, anche da varesino se mi duole ammettere una cosa del genere. E crede che alla sua Varese sia mancata questa voglia? Sì: infortunio di Slay a parte è mancata quella forza per rendere più di quanto la tua tecnica e il tuo talento consentirebbero. Parliamo di futuro? E parliamone. Si sta lavorando per garantire alla società un futuro più sereno, e per alleggerire il peso della gestione dalle spalle della sua famiglia. Lei come la vede? Da mesi stiamo facendo il possibile perché questo progetto vada in porto. I Castiglioni hanno retto le sorti della società per dieci anni e lo abbiamo fatto a modo nostro, con tutti gli errori dai quali non ci nascondiamo. Però abbiamo anche fatto delle belle cose, e abbiamo traghettato fin qui la Pallacanestro Varese: ora basta, ora è il momento di cambiare rotta. E come? Abbiamo seminato, e stiamo raccogliendo le prime risposte. Però attenzione: se da quanto seminato raccoglieremo cento allora la squadra andrà avanti, se invece raccoglieremo solo venti allora ci sarà poco da ridere. Cosa accadrebbe? Se raccoglieremo solo venti, vorrà dire che questa città non merita una squadra in serie A, e che la pallacanestro non è nel cuore di quelli che potrebbero portarlo avanti. Noi abbiamo fatto il nostro, e questa avventura ci è costata parecchia fatica, pure troppa: l’ultimo anno, ad esempio, per noi è stato un massacro e con il senno di poi dico che non avremmo dovuto farlo. Che cosa si aspetta dalla città? Delle risposte, da parte di quelli che finora hanno solo parlato: risposte vere, perché adesso non c’è più la scusa della nostra presenza e della Casti Group che ingloba la Pallacanestro Varese. Tutto è alla luce del sole, e il progetto è chiarissimo: mi aspetto risposte da tutti, istituzioni comprese. Il sindaco Fontana ha già sposato il nuovo corso societario: benissimo, la cosa ci fa molto piacere. Però ora ci aspettiamo dei gesti concreti anche da lui. Francesco Caielli
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