Lucaweb Posted October 24, 2010 Posted October 24, 2010 (G.S.) - «Perché Varese e non l’Estudiantes? Una scelta del tutto mia, legata al fatto che mi piaceva molto la situazione prospettata da Carlo Recalcati». Idee chiare per Diego Fajardo che si è trovato subito spedito a referto senza neppure un allenamento con i nuovi compagni visto l’attacco febbrile che ha “inchiodato” a letto Jobey Thomas. Di sicuro l’effetto-Fajardo si è già fatto sentire al botteghino di Masnago: dopo l’annuncio dell’acquisto del lungo italo-spagnolo, ieri la società biancorossa ha ritoccato il primato assoluto di tessere vendute in un solo giorno (176 per 55mila euro di incasso) portando a 756 il numero totale degli abbonamenti. «E’ stata una giornata storica che conferma l’affetto della gente di Varese - commenta il neopresidente Cecco Vescovi -. Speriamo che si continui su questa strada, ma la risposta dei tifosi fa ben sperare». E il neoacquisto varesino racconta così le sue motivazioni per la nona “incarnazione” italiana in 13 stagioni nel nostro campionato: «Ho parlato a lungo con Charly e ho preferito tornare in Italia perché posso dare una mano a questa squadra completandola: ritengo che il mio tipo di gioco possa adattarsi bene alle esigenze di Varese; il coach mi ha detto che serviva un giocatore esperto e allora eccomi pronto a fare la mia parte». In attesa di entrare a tutti gli effetti nei ranghi (l’esordio è previsto sabato al Trofeo Lombardia contro Milano, una delle tante squadre contro cui il 34enne giocatore vestirà i panni dell’ex) le prime sensazioni varesine di Fajardo sono positive, anche se la conoscenza diretta di molti componenti del roster ha contribuito alla decisione dell’atleta del 1976: «La squadra ha fatto una buona impressione, oggi vedrò le cose con più chiarezza dopo il primo allenamento ma conosco già tutti: ho giocato con Rannikko a Roseto, Galanda era stato mio compagno a Milano mentre Righetti era con noi a Bologna e Kangur è arrivato per darci una mano nei playoff. Le mie condizioni? Mi sento in buona forma dopo un mese di lavoro al Canarias, mi manca solo il ritmo-partita ma al campionato manca quasi un mese e credo che sarò pronto in breve tempo». E visto il palese ritardo di condizione di Collins ci sarà bisogno di un Fajardo subito protagonista anche nel ruolo di pivot: «Giocherò dove più ci sarà bisogno di me. Mi considero più un “numero 4” ma col passare degli anni ci si avvicina più a canestro». Giuseppe Sciascia
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