Lucaweb Posted October 28, 2010 Posted October 28, 2010 VARESE Di solito, quando Edo Bulgheroni fa una previsione, ci prende. Sarà fortunato, o più probabilmente ha davvero quella sensibilità e quella competenza che servono per capirne: del resto, lo scudetto del 1999 lo ha vinto lui. Allora è davvero il caso di tornare da lui, di tanto in tanto, per una chiacchierata che serve sempre: tra basket e calcio, di carne al fuoco ce n'è tanta. Partiamo con la pallacanestro, e la notìzia del momento: Cecco Vescovi presidente, Lei, come la vede? E bellissimo vedere che un uomo che ha speso buona parte della sua vita per la Pallacanestro Varese ora vada a ricoprire la carica più importante della società. E una carica importantissima, di grande valore: che assume ancora più valore se si considera che il presidente non è anche il proprietario. Significa che Cecco ha la fiducia di chi mette i soldi. E poi lei Vescovi lo conosce bene: un suo pensiero personale? Da ragazzino ha coronato il sogno di vestire la maglia della sua città, con addosso quella maglia è cresciuto ed è riuscito a vincere qualcosa di molto importante. Non si è accontentato, perché smessi i panni di giocatore è diventato l'artefice di un cambiamento molto importante a livello societario, nel quale ha avuto il merito di crederci più di rutti. A proposito di cambiamenti: come vede il nuovo assetto societario? Permettetemi di essere un po' critico. Spero davvero di sbagliarmi, ma io credo che in una società tre teste che decidono siano già troppe: con un consorzio così allargato, il rischio è che si andrà incontro a una gestione molto complessa. Dissi la stessa cosa alla vigilia dell'esperienza Vescovi-Mrsic sulla panchina, e sappiamo come è andata. Questo è un colpo basso... Davvero: mi dispiace che il Cecco sia sempre in mezzo, però io la vedo così. Spero che sia davvero lui a prendere le decisioni, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto tecnico e il rapporto con l'allenatore. Che poi è la cosa più importante: tra presidente e allenatore ci deve essere un rapporto franco, diretto, per arrivare a ottenere dei risultati. E lei teme che Vescovi non avrà carta bianca? Io scorro i nomi dei consorziati, e dico che ci sono persone dalla personalità molto forte che vorranno dire la loro. Parliamo della squadra? Volentieri. Ma prima concedetemi di ringraziare chi, negli ultimi anni, ha retto le sorti della Pallacanestro Varese e l'ha mandata avanti. Nonostante tutto. Come vede la nuova Cimberio? Darò un giudizio più obiettivo dopo averla vista giocare. Al momento dico che è una squadra che non fa sognare i tifosi, che cercano sempre qualcosa di più stimolante. Diciamo che a questa squadra manca qualcosa che faccia sognare. Cimberio già bocciata? No: è una squadra concreta, esattamente come è concreto il suo allenatore che ha costruito un gruppo plasmato sul suo credo cestistico. Concretezza: non ci saranno picchi verso l'alto ma nemmeno verso il basso. Non c'è il playmaker folle e inventore, ma ne hanno preso uno molto ordinato. E anche l'ultimo acquisto rispecchia in pieno il criterio con cui è stata costruita la squadra: da Fajardo sai già perfettamente cosa aspettarti, quello che può dare e quello che non darà mai. Anche se? A me Righetti piace tantissimo: e infatti dieci anni fa, dopo lo scudetto, stavamo per prenderlo. Dieci anni fa. Parliamo di calcio, visto che è venuto allo stadio a quasi tutte le partite del Varese. Ecco: nel calcio c'è la situazione opposta rispetto a quella che abbiamo descritto nella pallacanestro. Il Varese fa sognare, c'è più gas, e si respira un'aria decisamente più carica in una serie B che in una A1. Perché? Non so di chi sia il merito: la positività attorno alla squadra, il cuore nelle pagine di chi scrive del Varese in un certo modo fin dai giorni dell'Eccellenza. Resta il fatto che l'aria è davvero bella, salutare. Sappiamo che lei ha un debole per Sannino: ancora innamorato del mister? Sempre: Sannino è semplicemente sorprendente. Prima di rutto perché non è ancora stato espulso, e poi perché ha vissuto il salto di categoria in modo naturale e indolore. Come la vede? La vedo che non dobbiamo mai dimenticarci del fatto che ci si deve salvare. Per il momento la strada mi sembra tracciata e la media punti è ampiamente da salvezza: vediamo di andare avanti così. Francesco Caielli
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