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Masnago s’aspetta la grande notizia


Lucaweb

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di GIANCARLO PIGIONATTI

Non è mai un limite l’essere sfidanti, anzi simile condizione - se di inferiorità - diventa una risorsa per chi ne è conscio e coraggioso. Di esempi in versione biblica (roba da Davide e Golia) è ricco lo sport ma forse stiamo esagerando, avendo negli occhi una Montepaschi non più tiranna come negli ultimi anni, quindi battibile, sempre che i suoi oppositori non concedano il proprio fianco alla sua azione di demolizione degli equilibri. I valori, si sa, alla distanza emergono sempre o quasi: ai campioni toscani, in altri tempi, bastavano pochi minuti per seppellire gli avversari sotto un impietoso cumulo di punti. Sin qui la squadra di Pianigiani ha vinto anche in Europa ma sempre di misura, sudando tantissimo per portarsi a casa l’osso. Sta proprio qui la speranza della Cimberio, seppur alle prese con suoi crucci d’organico per questioni fisiche e tecniche (contate) in allenamento, a tal punto da dover reclutare giocatori per mantenere un certo spessore di competitività.

Recalcati (foto Blitz) rischia d’essere un piagnone, quando fa notare un certo disagio durante la settimana, ma non è tipo da lamentarsi o da mettere i piedi avanti, quindi qualche ragione l’avrà pure. «Mi rendo conto che cose del genere sfuggano a occhi esterni, tutti proiettati alle partite vere che poi dimostrano se la squadra è buona o no, se qualcuno di noi s’è rivelato un asso o un brocco e se l’allenatore ha capito tutto o niente. Ma il lavoro sta alla base di ogni piramide per rendimento». Recalcati ha accettato con slancio la sfida alla guida di Varese, che lo ha rimesso in discussione, potendosene stare invece al sole di Barcellona Pozzo di Gotto a godersi gli entusiasmi di gente estasiata come alla vista della Madonna. E allora sotto, tutti assieme, per fare più strada possibile verso lo striscione della salvezza. Per il momento altri pensieri sono vietati, sennò le prime atroci delusioni finiranno per generare paure e lacerazioni. E’ già accaduto altre volte, non c’è bisogno di repliche.

Recalcati ritrova Siena che ha guidato al primo scudetto della sua storia, Minucci con il quale visse giornate fantastiche e altre infelici (come nei suoi ultimi trascorsi, anche antipatici), quindi Simone Pianigiani il cui destino ricorda quel vecchio spot di Ulisse e l’ombra per dire di un giovane che, alla guida dei toscani, ha superato il maestro ma al quale mancano più trionfi in squadre diverse, impossibile da dimostrare per il tecnico toscano, avvinto come l’edera al suo club. Una sfida nella sfida, non c’è che dire, per il coach biancorosso che ha dormito tranquillo, senza tarli da match, anche perché da sempre passa insonne solo le notti dei dopogara.

Ma veniamo al punto, cioè all’interrogativo principe della vigilia: come battere i campioni d’Italia che posseggono metri, pesi e talento in quantità industriale? Basti pensare che Aradori, il miglior giovane italiano, sta in campo sei, sette minuti, e che Michelori è il quarto o quinto lungo della Montepaschi. «Già, affrontiamo una formazione di molteplici potenzialità ma ci proveremo senza complessi, per mortificarla nella sua concezione di superiorità, dovendo innanzitutto sapere che la prerogativa più forte di Siena è la sua durezza mentale», osserva Recalcati che ai suoi uomini ha raccomandato di resistere nei momenti più avversi che capiteranno, dovendo rimanere attaccati alle loro... ruote. Non è il caso di pensare troppo ai lunghi toscani, sovrastanti nelle premesse ma fatti di carne o ossa come i nostri, quindi a Kaukenas, capace di spaccare le partite, avendo la Cimberio una gran voglia di fare un figurone.

Masnago spera, anzi s’aspetta la grande notizia.

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