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MONFERINI «La città può fare di più»


Lucaweb

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Prima ha tentato il rilancio dei Mastini sul ghiaccio, poi ha scelto di dare una mano al Varese 1910, ora è sceso in campo senza remore e con una cifra importante nel basket.

Massimiliano Monferini, 43 anni, è un uomo chiave nella nuova primavera della Pallacanestro Varese. Presidente di Fim Group, un colosso nel campo immobiliare e a livello internazionale, ha prima dato il via libera a Fim Credit per l’avvio di "Varese nel cuore", quindi ha scelto di abbinare al ruolo di socio fondatore del consorzio che ha rilevato dalla famiglia Castiglioni la proprietà della società di via Sanvito quello di sponsor del club biancorosso. E con un rilevante impegno triennale, non di molto inferiore a quello di Renzo Cimberio.

«Ho sempre seguito gli sport di squadra, con particolare attenzione alle realtà impegnate pure in campo giovanile. Difatti, credo molto nell’attività sportiva come opportunità di crescita, come scuola di vita. Ebbene, da subito sono stato colpito dal progetto redatto da Cecco Vescovi e Fim Credit: un progetto manageriale - rimarca Massimiliano Monferini - e, soprattutto, a lunga scadenza. Un particolare importante, perchè nello sport provinciale si è purtroppo abituati a programmare per una sola stagione, rinviando i discorsi sul futuro. Invece, con il consorzio si sta cercando di costruire qualcosa di bello, offrendo alla città intera la possibilità di partecipare. Per la prima volta tutti possono fare la propria parte, tutti possono contribuire secondo le proprie risorse».

Varese ha risposto all’appello ma la strada è ancora lunga...

«Lo sappiamo, viviamo in una città difficile. Però, voglio essere sincero e dico che mi sarei aspettato di più, considerando l’importanza storica del basket e l’opportunità di entrare nel consorzio a cifre, mi pare, assolutamente alla portata di molti».

Un progetto che piace, una squadra che sta piacendo...

«Beh, mi ero avvicinato alla Pallacanestro Varese già ai tempi dei Roosters e anche quello mi sembrava un bel progetto. Poi, per motivi di lavoro, sono stato spesso e a lungo lontano da Varese, all’estero. Ora, anche grazie al coinvolgimento del consorzio, sono piacevolmente colpito dall’ambiente biancorosso. Mi piace come Cecco Vescovi ha costruito la squadra, mi piace la logica secondo la quale sono stati scelti i giocatori, mi piace come Recalcati sta dando un’anima al gruppo. Insomma, mi sto davvero appassionando. Dunque, spero che i risultati, al momento piuttosto buoni, facciano calare lo scetticismo di coloro i quali non si sono lasciati ancora convincere della bontà del consorzio».

Tanti gli imprenditori edili tra i soci: una speranza in più per gli impianti sportivi in città...

«Chi pensa così è un grande ottimista. Purtroppo non ci sono le premesse in tal senso. Comunque, pensando a palaghiaccio, piscina e stadio, in fondo il PalaWhirlpool non mi pare poi così male...».

Antonio Triveri

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