Lucaweb Posted December 21, 2010 Posted December 21, 2010 di GIANCARLO PIGIONATTI Quando cominciò a studiare gli avversari, non fu più lui. Sino a quel momento, in due stagioni a dir poco fantastiche per una DiVarese, il cui gioco era un piacere per gli occhi, Joe Isaac non badava agli astanti. Egli credeva soltanto nelle capacità espressive della propria squadra, come se non avessero volto né maglia gli avversari, pur grandissimi secondo pronostico. D'altra parte, quando Joe, promosso dagli juniores alla prima squadra, si presentò ai giocatori, "disegnò" sulla lavagna dello spogliatoio (una delle potenti tecnologie di allora) un "uno" a caratteri cubitali, avvertendo loro come il primato fosse l'unico obiettivo. Già, il primo posto. Isaac pareva atterrato da Marte e tutti rimasero straniti. Per due volte la DiVarese si impose nella "regular season", maledetta innovazione, giungendo poi terza nei play off. Si diceva di un improvviso mutamento di gestione che fu l'inizio di una crisi: Joe, in Lussemburgo, prima di un match di Coppa Korac, fece proiettare in albergo un filmato della squadra locale che più scarsa non poteva essere. Fu una visione più stomachevole della "Corazzata Potiomkin" per Ferraiuolo & C. che intuirono l'incubo di un grigio sconvolgimento. Un caso del destino, tutto qui, ma allora tanto studiare serviva forse a darsi un contegno, da tecnici d'avanguardia. Anche a Dodo Rusconi interessavano più le potenzialità della propria squadra che di quella avversaria: il tecnico varesino, un genio incompiuto della pallacanestro, almeno stando ai risultati, lo sostiene anche Gianmarco Pozzecco, ignorava persino i trascorsi dei suoi nuovi "acquisti", eppure, cestisticamente, vestiva ciascuno a misura del collettivo. I tempi sono cambiati: oggi chi non prepara a puntino le partite, se lo si viene a sapere in giro, si becca una scomunica solenne. Recalcati maneggia con padronanza lavagnette e videotape: «Mica puoi restare chiuso nel tuo piccolo mondo: raffiche di informazioni, velocizzate dalle tecnologie, ti obbligano a conoscere tutto ciò che ti preme, l'allenatore deve lavorare con acume fra teoria e pratica per far diventare intelligente la sua squadra. Con il mare calmo si è tutti bravi timonieri ma alle tempeste bisogna essere preparati oltre che coraggiosi all'occorrenza e ben oltre le reali capacità d'adattamento o di reazione dei propri uomini e di ogni possibile esito». Il coach biancorosso dispone di valenti collaboratori "scientifici", come lo sono il vice e il terzo allenatore che, per tempo, analizzano i giochi avversari, concentrandosi su quelli più ricorrenti in una tal partita o in un'altra. Jemoli fa un primo lavoro all'ingrosso, Saibene screma per "sfornare" un videotape essenziale e mirato agli atleti biancorossi che non corrono rischi di "mattonate" visive. Si tratta di sintesi indicative e istruttive, come fan tutti, lo dimostra un basket molto tattico e fisico nel quale, ancora e fortunatamente, possono emergere i talenti e gli ispirati quando spaccano la partita, mentre gli allenatori cercano di aguzzare l'ingegno calando variabili più o meno efficaci per spaiare carte già scontate. Personalmente, per tagliar corto, crediamo soprattutto a chi, ben oltre le tattiche, sa far canestro. Dunque, anche Cremona è stata analizzata a tavolino: chiamala, se vuoi, anatomia di un avversario prima di vederlo vivo o morto. Dove si colloca, per valore, la Vanoli se paragonata a Pesaro e Treviso, battute dalla Cimberio con chiarezza? Recalcati non ha dubbi: «E' superiore alla Scavolini e non per il fattore campo che potrebbe darle una mano». Cremona, una piccola "riproduzione" di quel vecchio mondo slavo che ci riporta ai ricordi di una pallacanestro da furore trent'anni fa, possiede tutto, e in ogni metro di campo, per incutere rispetto e timore. In più ha un centro vero e si ritrova Milic tra le stelle del campionato. Sicuramente la Vanoli non è un mostro d'un film horror sconsigliato ma Recalcati ci riprova nel descrivere così gli avversari ben sapendo che la sua Varese, forte di un ciclo virtuoso, può reggere al confronto e piazzare un colpaccio. E' un match molto arduo ma se Varese la spuntasse, non stupirebbe più di tanto.
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