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Cimberio nella polvere a Cremona


Lucaweb

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CREMONA - A Cremona piove, ma a Varese grandina... Sconfitta davvero pesante per una irriconoscibile Cimberio, travolta da una Vanoli ai limiti della perfezione balistica in una partita praticamente neppure iniziata. Un brutto passo indietro dopo le tre sonanti vittorie contro Siena, Treviso e Brindisi da parte della truppa di Recalcati praticamente "non pervenuta" al PalaRadi: di certo i circa 300 tifosi che hanno sfidato la pioggia di una fredda domenica di fine novembre meritavano un altro tipo di prestazione da parte dei biancorossi, che per la prima volta hanno evidenziato un pizzico di calo mentale dopo un avvio di stagione al di sopra di ogni aspettativa. Però anche stavolta il responso del campo è lampante circa i vizi e le virtù che Galanda e soci hanno nel loro Dna: il tracollo pesantissimo manifestato sin dall’avvio dalla Cimberio ha ragioni mentali prima ancora che tecniche o tattiche, tra qualche "pensierino" a lustrini e paillettes dell’alta classifica dopo le tre vittorie in fila valse il secondo posto dopo 5 giornate e qualche difficoltà a prestar fede a Carlo Recalcati nel considerare ricca di insidie la trasferta sul campo di una Vanoli che aveva sfiorato l’impresa contro Siena e Cantù.

Alla prova dei fatti però si è scoperto che l’ex c.t. aveva ragione nel sottolineare il valore dell’avversario e la relativa difficoltà dell’impegno; evidentemente però Varese non ha preso sul serio gli avvertimenti del suo tecnico, finendo stritolata sin dall’avvio nelle spire di una Vanoli che l’ha schiacciata (anche di fatto viste le 8 "affondate" dei padroni di casa) nella morsa di una difesa di ferro sul piano fisico ma anche agonistico. Così la Cimberio, non pronta all’urto contro un’avversaria decisa a riscattare lo stop della settimana scorsa a Biella, ha perso la partita nei primi 10 minuti, concedendo un vantaggio incolmabile (11-0 al 4’ e 26-7 al 10’) ad un’avversaria che ha poi potuto giocare "sul velluto" sul piano delle percentuali di tiro. Certo anche per i cremonesi la serata è stata "magica", visto il notevole 13/25 da 3 per una squadra che viaggiava poco sopra il 30% prima del match con Varese; ma gli affanni nel contenere i muscoli guizzanti di Sekulic (7/7 da 2 più 6 rimbalzi e 5 recuperi per il montenegrino) e Milic hanno costretto spesso e volentieri gli ospiti a "scoprire il fianco" sul perimetro. Poi comunque Varese non ha trovato neppure qualità in attacco, con le cifre finali (18/32 da 2 e 10/22 da 3) assolutamente "fasulle" rispetto a quelle "vere" (3/12 e 7 perse al 10’, 2/10 da al 20’).

Ed allora la partita del PalaRadi è di quelle da dimenticare in fretta sul piano tecnico, avendo palesato gli stessi problemi - acuiti da un picco ancor più negativo in termini di prestazione e dalla maggior fisicità degli avversari - già fatali alla seconda di campionato ad Avellino. Ma il succo fondamentale della disfatta di Cremona è un altro: per caratteristiche tecniche e mentali la Cimberio deve sempre affrontare al 100 per cento delle energie emotive ed agonistiche ogni partita, pena il ritorno a galla di certi limiti "strutturali" - non dipendenti dall’allenatore o dalla società o dalla volontà dei giocatori, ma "sic et simpliciter" dalle scelte di costruzione dell’organico che sono legate a filo doppio al budget - che rendono così fragile la navicella biancorossa in certi contesti del massimo campionato.

Come la brutta gara del PalaDelMauro aveva permesso a Recalcati di dare la giusta spinta motivazionale alla squadra prima dell’impresa anti-Siena, così anche stavolta tecnico varesino avrà buone ragioni per "tirare le orecchie" alla squadra nel corso della settimana precedente alla gara casalinga di domenica contro la Virtus Bologna. Ed dai 300 delusi ed intirizziti di ritorno da Cremona la Cimberio di ieri "deve" farsi perdonare qualcosa, pur riconoscendo che davvero è la prima "stecca" assoluta stagionale della squadra biancorossa. Ma avendo dimostrato già in più occasioni la sua forte fibra morale, non c’è dubbio che Varese si presenterà più pronta, più concentrata e più motivata alla prossima tappa. Anche perchè poi il calendario si fa in salita (doppio viaggio a Roma e Caserta dopo l’anticipo Tv contro la Canadian Solar): vero è che il "tesoretto" è ancora saldamente nella cassaforte di Varese, ma come dimostra il match di ieri, a dormire sugli allori si rischia di svegliarsi all’addiaccio...

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