Lucaweb Posted January 18, 2011 Posted January 18, 2011 (G.S.) - 55 punti subiti in un tempo col 69% dal campo concesso ad una Pepsi arrivata al match di ieri con dati molto meno eclatanti (48% da 2 e 32% da 3 prima della "beneficiata" anti-Cimberio). Dato eloquente per spiegare una sconfitta legata comunque alla qualità eccellente della prestazione dei padroni di casa prima ancora che ad un atteggiamento difensivo "censurabile" da parte della truppa di Recalcati, che incassa così la sconfitta consecutiva numero 15 su un campo davvero tabù (unico squillo nel lontanissimo 1983, poi solo "dischi rossi"). E come capitato già in occasione delle sconfitte di Avellino e Cremona, quando Varese "va sotto" fisicamente a rimbalzo (31-38 al PalaMaggiò), vincere diventa quasi impossibile considerando il gap in termini di stazza e muscoli che i biancorossi rendono alla stragrande maggioranza delle avversarie della serie A. Meccanismi ben oliati ma sicuramente delicati quelli della formazione prealpina che con il suo organico particolare in termini di qualità tecniche e fisiche ha una sola via per prevalere contro qualsiasi avversaria: dare sempre il 101 per cento in termini di aggressività in difesa e lavorare al meglio col palleggio e col passaggio per "caricare" i suoi fucilieri dal perimetro. E se il primo concetto è stato applicato peggio del solito, specialmente in avvio tra uomo e zona 2-3 a fare acqua sotto le folate di una Pepsi "tornituante" dal perimetro e in transizione come nella fantastica stagione 2009/2010, l’aspetto balistico è stato particolarmente negativo (7/25 da 3) con gli esterni di Varese che hanno "fatturato" nemmeno la metà rispetto al "banchetto" di Roma (24 punti in due per Goss e Thomas contro i 47 totalizzati al PalaEur). Merito anche della difesa casertana, che per non farsi "tagliare a fette" sul pick&roll come accaduto dalla Lottomatica ha applicato raddoppi costanti e "feroci" sugli esterni della Cimberio, meno bravi del solito a far viaggiare il pallone e raramente in grado di trovare la "luce del canestro" per le mani più calde del roster. E poco importa per Caserta se la tattica difensiva ha poi concesso spazi maggiori alla coppia di lunghi frontali Slay-Fajardo: l’ex di turno ha sorretto Varese sul primo affondo offensivo della Pepsi, ma il suo precoce secondo fallo - considerando l’impatto ridotto di Galanda che ha subito pesantemente le "sportellate" di Williams - è stato il primo segnale del tracollo del secondo quarto biancorosso. L’italo-spagnolo invece ha colpito con frequenza costante da sotto e dalla media (9/13 dal campo, 5/5 ai liberi, 8 rimbalzi, 4 recuperi e 4 assist: il 34 di valutazione è il secondo miglior dato della giornata) ma alla fine il duello delle aree colorate lo ha vinto Caserta, che è riuscita a tenere in campo i suoi "interni" più massicci proteggendoli sui giochi a due dell’attacco varesino, ed utilizzandoli spesso e volentieri come efficacissimi finalizzatori della manovra (alla fine 65% da 2 e 38% da 3 per la squadra di Sacripanti). Aspetti tecnico-tattici sui quali comunque la Cimberio ha lavorato di più e meglio rispetto ai rovesci devastanti di Avellino e Cremona, tant’è che dopo aver sfiorato il "default" sul meno 17 di metà secondo quarto la squadra di Recalcati ha avuto la forza di reagire. Ma se nel finale il tiro perimetrale non ha avuto esiti positivi (1/7 da 3 negli ultimi 10’) sperare nella rimonta era davvero complesso; certo se poi la Pepsi d’ora in poi dimostrerà che il suo vero volto è quello di ieri lo stop del PalaMaggiò risulterà nel complesso indolore per la truppa biancorossa, ben consapevole che per ripetere il "sacco di Roma" ci sarebbe stato bisogno di un approccio diverso sia da parte di Varese che da parte di Caserta, capace invece di partire "a spron battuto" e con grandi percentuali di tiro al contrario di quanto era accaduto domenica scorsa in casa Lottomatica.
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