Lucaweb Posted February 8, 2011 Posted February 8, 2011 Settimana di lavoro intenso ma “normale” per Carlo Recalcati alla vigilia di una sfida particolare per un canturino - pur d’adozione - come il tecnico della Cimberio: la sfida "in famiglia” contro la Bennet è sentitissima in Brianza, ma il coach di Varese pensa solo alla necessità di prepararsi al meglio. «Pressioni dagli amici di Cantù? Nessuna, sono concentrato solo su Varese e sulla volontà di preparare al meglio la partita per vincerla. Non ho avuto grande frequentazione ma so che sentono questa partita e sono molto carichi: probabilmente riavranno Markoishvili e verranno per vincere. Se ci fosse libertà di acquisto per i biglietti ci sarebbe l’invasione, così spero invece che ci sia un grande spettacolo in campo e fuori, e che la rivalità tra due società che hanno fatto la storia del basket sia onorata dalle squadre e pure dai tifosi». Il primo spunto positivo per il coach della Cimberio riguarda il recupero degli infortunati che ha ripristinato il “numero legale” per gli allenamenti, condizione primaria per aumentare la condizione e ritrovare la coralità di inizio stagione: «Per come è costruita la squadra abbiamo bisogno che tutti e otto gli effettivi di spicco possano rendere ad alto livello; le nostre migliori partite sono coincise con prove corali di spessore, lo stesso si può dire di Cantù, squadra capace di trovare nel contesto del suo organico dei protagonisti diversi a rotazione. Tutti i nostri giocatori sono importanti allo stesso modo, il fatto di essersi tornati a lavorare in palestra 5 contro 5 dopo quasi venti giorni è importante per aumentare il ritmo e provare le situazioni di partita. Vorremmo subito i frutti ma intanto è fondamentale il salto di qualità rispetto alle settimane precedenti». L’unico ad accusare ancora problemi fisici è Jobey Thomas ma il tecnico varesino confida che nelle prossime 48 ore le condizioni dello statunitense possano migliorare: «In panchina andrà sicuramente ma poteva andarci anche contro Montegranaro; il problema è capire se potrà giocare e quanto potrà essere utile. Interventi sul mercato al momento sono esclusi: abbiamo un po’ di tempo, l’auspicio è che da qui a domenica si possano verificare dei progressi. Ragioniamo nell’ottica di recuperarlo e valutiamo quale impatto potranno avere le terapie; se contro Cantù riuscirà darci una mano senza farsi condizionare dal dolore sarebbe un bel segnale». Intanto, però, l’atmosfera del derby sarà un bello stimolo per tutto l’ambiente che, alla luce della storica rivalità nei confronti di Cantù, potrà mettere da parte il peso delle sconfitte concentrandosi sulla volontà di riscatto senza che la necessità di tornare al successo a tutti i costi possa bloccare la squadra come accaduto contro Sassari: «L’adrenalina sarà un bel supporto per farci dimenticare le sconfitte consecutive: contro Sassari abbiamo sentito la pressione, ora la necessità rimane la stessa ma dal punto di vista mentale sappiamo che sarà una partita difficile. Pur con la necessità di dover vincere, non c’è quell’ansia da prestazione che rischia poi di schiacciarti. So che dall’esterno ci si aspetta che si debba vincere a tutti i costi ma dobbiamo coesistere con questa realtà: cercheremo di mettere in mostra il lavoro svolto per far capire alla gente che stiamo cercando di reagire alle difficoltà e rimetterci in carreggiata». E per cancellare la negatività dell’ultimo mese il tecnico varesino ci terrebbe a replicare l’entusiasmo successivo alla vittoria casalinga contro Siena: «Ciò che più mi piace in partite del genere è riuscire a regalare una grande felicità ai nostri tifosi. Il maggiore godimento dopo una vittoria importante è fermarsi per 10 secondi e guardare la gente che gioisce. L’ho fatto dopo il successo su Siena e mi ha procurato una bella emozione. Dunque, nessuna frase ad effetto: di questo in spogliatoio si occupa Guido Saibene...». Giuseppe Sciascia
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