Lucaweb Posted March 16, 2011 Posted March 16, 2011 VARESE Nuvole nere, orizzonti cupi, futuro buio. Il panorama della pallacanestro italica, di questi tempi, non offre tanto di meglio. Il rischio concreto di un caso "Napoli bis" (se ad Avellino non dovessero pagare gli stipendi entro quarantott'ore i giocatori se ne andrebbero e addio Air), un magnate come Benetton che annuncia l'addio al basket, Armani che prima o poi si stuferà di buttare i suoi soldi a Milano senza vincere nulla. E' bello dire che a Varese, finalmente, si respira un'aria diversa: qui e non altrove c'è un abbozzo di serenità, qui e non altrove si inizia a pensare di programmare per il futuro, qui e non altrove c'è un progetto come il consorzio Varese nel Cuore. Un progetto che fa scuola: un paio di giorni fa Gaudio Coldebella, giemme di Treviso, dopo un paio di notti insonni seguite all'annuncio del suo presidente di mollare tutto, ha pensato bene di chiamare Vescovi. «Ma come avete fatto voi a Varese a mettere in piedi il consorzio?». Un progetto che cresce: settimana scorsa è stato annunciato in pompa magna l'ingresso nel consorzio di Carlsberg, multinazionale della birra che ha sposato la Pallacanestro Varese con il suo marchio Angelo Poretti e con lo storico birrifìcio di Induno Olona. Una notizia importante, la più importante degli ultimi mesi, festeggiata con tutti gli onori del caso con sorrisi, strette di mano e calici (pieni di birra, ca va sans dire) sollevati al cielo. Sono state belle le parole dell'amministratore delegato di Carlsberg Italia, Alberto Frausin, che ha ricordato come «le radici del nostro birrificio affondano nella storia e nel territorio varesino, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di entrare in Pallacanestro Varese: per ritrovare le nostre radici e ripartire da loro». Gli ha fatto eco Giorgio Molinari, responsabile marketing: «Siamo un'azienda radicata nel territorio, legati a filo doppio con il nome di Angelo Poretti, il nostro fondatore: uno che ha girato l'Europa per poi decidere di tornare qui a Induno per aprire la sua fabbrica. Nel dopoguerra Poretti era il birrificio più importante d'Italia e noi vogliamo tornare ad avere quell'importanza: ed ecco che la nostra storia è simile a quella della Pallacanestro Varese, una grande del passato che vuole tornare in alto». Il connubio durerà a lungo, visto che l'accordo è stato siglato senza porre scadenze: porterà soldi nelle casse societarie, ma soprattutto aumenta la famiglia dei consorziati arricchendola con un nome importantissimo, piante Michele Lo Nero, presidente di Varese nel Cuore: «Noi e Carlsberg, uguali: realtà storiche, forti però di una tecnologia che le proietta verso il futuro e l'innovazione. Tutti e due guardiamo avanti, e ora lo facciamo insieme». Il consorzio, intanto, cresce che è un piacere: «Abbiamo lettere di intenti firmate, attendiamo l'ok degli avvocati per chiudere gli accordi e allargare la famiglia. Numeri: contiamo di arrivare a cinquanta consorziati per la fine della stagione, e di iniziare il prossimo campionato con ottanta, cento soci. Speranza: è entrata Carlsberg, una multinazionale che prima di fare un passo del genere controlla tutto, ha controllato i nostri conti e ha verificato la salute del consorzio. Se ha deciso di entrare, significa che siamo sani e belli, ed è bello che sia entrata in un momento difficile per la squadra: facile saltare sul carro quando le cose vanno bene. Altri numeri: quest'anno l'impegno dei Castiglioni si aggira attorno agli ottocentomila euro, l'anno prossimo scenderà a trecentomila. Avremo bisogno di gente nuova». Francesco Caielli
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