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VARESE Nuvole nere, orizzonti

cupi, futuro buio. Il panorama

della pallacanestro italica, di

questi tempi, non offre tanto di

meglio. Il rischio concreto di un

caso "Napoli bis" (se ad Avellino

non dovessero pagare gli stipendi

entro quarantott'ore i giocatori

se ne andrebbero e addio

Air), un magnate come Benetton

che annuncia l'addio al basket,

Armani che prima o poi si

stuferà di buttare i suoi soldi a

Milano senza vincere nulla. E'

bello dire che a Varese, finalmente,

si respira un'aria diversa:

qui e non altrove c'è un abbozzo

di serenità, qui e non altrove

si inizia a pensare di programmare

per il futuro, qui e

non altrove c'è un progetto come

il consorzio Varese nel Cuore.

Un progetto che fa scuola: un

paio di giorni fa Gaudio Coldebella,

giemme di Treviso, dopo

un paio di notti insonni seguite

all'annuncio del suo presidente

di mollare tutto, ha pensato bene

di chiamare Vescovi. «Ma come

avete fatto voi a Varese a mettere

in piedi il consorzio?». Un

progetto che cresce: settimana

scorsa è stato annunciato in

pompa magna l'ingresso nel

consorzio di Carlsberg, multinazionale

della birra che ha sposato

la Pallacanestro Varese con il

suo marchio Angelo Poretti e

con lo storico birrifìcio di Induno

Olona. Una notizia importante,

la più importante degli ultimi

mesi, festeggiata con tutti gli

onori del caso con sorrisi, strette

di mano e calici (pieni di birra,

ca va sans dire) sollevati al

cielo. Sono state belle le parole

dell'amministratore delegato di

Carlsberg Italia, Alberto Frausin,

che ha ricordato come «le radici

del nostro birrificio affondano

nella storia e nel territorio varesino,

ed è proprio per questo

che abbiamo deciso di entrare

in Pallacanestro Varese: per ritrovare

le nostre radici e ripartire

da loro».

Gli ha fatto eco Giorgio

Molinari, responsabile

marketing: «Siamo un'azienda

radicata nel territorio, legati a filo

doppio con il nome di Angelo

Poretti, il nostro fondatore:

uno che ha girato l'Europa per

poi decidere di tornare qui a Induno

per aprire la sua fabbrica.

Nel dopoguerra Poretti era il birrificio

più importante d'Italia e

noi vogliamo tornare ad avere

quell'importanza: ed ecco che la

nostra storia è simile a quella

della Pallacanestro Varese, una

grande del passato che vuole tornare

in alto».

Il connubio durerà a lungo, visto

che l'accordo è stato siglato

senza porre scadenze: porterà

soldi nelle casse societarie, ma

soprattutto aumenta la famiglia

dei consorziati arricchendola

con un nome importantissimo,

piante Michele Lo Nero, presidente

di Varese nel Cuore:

«Noi e Carlsberg, uguali: realtà

storiche, forti però di una tecnologia

che le proietta verso il futuro

e l'innovazione. Tutti e due

guardiamo avanti, e ora lo facciamo

insieme».

Il consorzio, intanto,

cresce che è un piacere:

«Abbiamo lettere di intenti firmate,

attendiamo l'ok degli avvocati

per chiudere gli accordi

e allargare la famiglia. Numeri:

contiamo di arrivare a cinquanta

consorziati per la fine della

stagione, e di iniziare il prossimo

campionato con ottanta, cento

soci.

Speranza: è entrata Carlsberg,

una multinazionale che

prima di fare un passo del genere

controlla tutto, ha controllato

i nostri conti e ha verificato la

salute del consorzio. Se ha deciso

di entrare, significa che siamo

sani e belli, ed è bello che sia

entrata in un momento difficile

per la squadra: facile saltare sul

carro quando le cose vanno bene.

Altri numeri: quest'anno

l'impegno dei Castiglioni si aggira

attorno agli ottocentomila

euro, l'anno prossimo scenderà

a trecentomila. Avremo bisogno

di gente nuova».

Francesco Caielli

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