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Ecco Talts, la Cimberio "anticipa"


Lucaweb

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Primo giorno a Varese per Janar Talts, il ventottenne lungo estone ingaggiato dalla Cimberio nell’ottica di anticipare la concorrenza del mercato estivo e vedere all’opera dal vivo un giocatore di caratura internazionale (all’attivo dell’atleta del 1983 – pilastro della sua nazionale insieme a Krjstian Kangur – ci sono apparizioni in Eurolega a Colonia e tre stagioni di Eurochallenge disputate con il Tartu Rock).

Dopo un lungo viaggio di quasi 20 ore il giocatore proveniente dal Krasnye Kriljia Samara ha salutato i nuovi compagni a Masnago prima di sostenere le visite mediche di rito; nel pomeriggio il primo allenamento al PalaWhirlpool per il nuovo acquisto biancorosso che comunque era in piena attività nel campionato russo ed avrà solo bisogno di ambientamento. «E’ un giocatore che avevamo già seguito la scorsa estate e che abbiamo fatto arrivare anticipando i tempi del mercato in un’ottica di programmazione – spiega il presidente Cecco Vescovi – Vista la possibilità di vederlo all’opera dal vivo lo abbiamo fatto arrivare subito: se Recalcati lo riterrà opportuno, potrà farlo giocare, ma al di là di questa scelta puramente tecnica l’importante sarà conoscerlo e capire se si tratta di un elemento utile per la prossima stagione facendo valere l’opzione che abbiamo inserito nel contratto».

L’ingaggio di Talts conferma l’attenzione della società biancorossa al mercato europeo già ottimamente sfruttato in occasione dell’operazione-Stipcevic: una tendenza simile a quella inaugurata ottimamente da un paio di stagioni da Cantù e che sembra poter garantire riscontri positivi sia sul piano tecnico che su quello economico: «Sicuramente per questi giocatori il rapporto qualità-prezzo è ottimo, al di là della garanzia di conoscere già il basket europeo che rappresenta un vantaggio rispetto agli americani, per i quali c’è molta più scelta ma è molto più difficile verificare l’adattabilità al nostro contesto. Dal mercato dei Balcani o del Baltico arrivano elementi allenabili e affamati, che hanno ottimi fondamentali e tanta voglia di mettersi in mostra. Visto che nell’area slava ci sono diversi club in difficoltà economica bisogna essere sempre attenti a tenere sott’occhio quel che si muove e cogliere l’attimo giusto, come abbiamo fatto noi con Stipcevic».

Se dunque il "modello di sviluppo" seguìto dalla società biancorossa è quello di intraprendere un percorso di crescita per riavvicinarsi ai vertici come fecero la DiVarese di metà anni ’80 e la Cagiva dei primi anni ’90, le fondamenta su cui cercare il Thompson o il Komazec necessari per il salto di qualità non saranno più giovani varesini alla Vescovi e Ferraiuolo o giovani italiani alla Meneghin e Pozzecco, ma europei in cerca di affermazione come Stipcevic, Kangur e auspicabilmente Talts: «Rispetto a quegli anni i tempi sono cambiati e probabilmente cambieranno ancora in futuro; proprio per questo ha senso esplorare quel filone di mercato senza però rinunciare al lavoro capillare per migliorare il nostro settore giovanile, una delle priorità per il consorzio, non dimenticando il valore sociale ed educativo del vivaio che deve andare di pari passo col discorso tecnico. Dal canto nostro c’è l’intenzione di fare meglio potenziando il parco-allenatori, ma per vedere risultati ci vorranno anni».

Giuseppe Sciascia

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