Lucaweb Posted May 4, 2011 Posted May 4, 2011 Per troppo tempo si è rimasti nella condizione di non sapere da che parte voltarsi: indietro sopraffatti dalla paura di retrocedere, avanti stuzzicati dalla voglia di sognare i playoff. La vittoria di domenica con Caserta, la più convincente dell'anno, ha avuto l'effetto di levare ogni dubbio: si guardi avanti, perché le paure sono state sconfitte una volta per tutte. "Il discorso salvezza - commenta un Vescovi (nella foto con Recalcati) più sollevato che mai - penso sia ormai archiviato: abbiamo chiuso un capitolo, ne apriamo un altro. Un capitolo più bello e gradevole". Cosa farà la differenza, da qui alla fine? "La voglia, perché ora dipende tutto da noi e da quello che vogliamo fare, da quello che ancora ci aspettiamo da questa stagione, dalla voglia che avremo di andare a prenderci un obiettivo che fino a un paio di mesi fa sembrava lontanissimo e impossibile". Che forza metterà nelle prossime sei partite, secondo lei, Varese? "La forza della rabbia che abbiamo dentro e che vogliamo buttare fuori. Tutta la rabbia che quest'inverno ci siamo tenuti addosso, in quei mesi nei quali abbiamo dovuto masticare amaro e mangiare tanto fango. Per non dire di peggio". Ha voglia di tornare a parlare di quei mesi? "Sì, per dirci "bravi". Siamo tati bravi tutti, la società ma anche gli allenatori che hanno avuto la forza di tenere duro e di venir fuori da quei momenti difficili, e hanno dato alla squadra il volto che adesso tutti stanno apprezzando". Quanta voglia avete di fare i playoff? "Tanta. Siamo ambiziosi, e se dovessimo centrare quel traguardo questa stagione diventerebbe fenomenale. Per tutto quello che è stato fatto, a livello societario ma anche a livello tecnico. Ambiziosi, ma tranquilli: anche se dopo la vittoria con Caserta è normale e giusto pensare a grandi traguardi e non accontentarsi". Cosa è successo, da un mese a questa parte? "Siamo cresciuti, e bisogna ammettere che adesso stiamo offrendo anche una bella pallacanestro. In campo c'è una squadra unita, gente che in difesa si aiuta l'uno con l'altro e che in attacco si trova a meraviglia. Abbiamo tutte le carte in regola per andare a Teramo, domenica prossima, e vincere una partita che sarebbe un ulteriore mattoncino verso il nostro sogno". Ieri la Gazzetta dello Sport parlava di Varese come di un modello societario da imitare. Da quanto tempo non accadeva? "Da tanto, e queste sono le soddisfazioni più grandi: da mesi stiamo lavorando per garantire a questa società un futuro e una sicurezza economica, e abbiamo proposto un nuovo modello di gestione che in tanti imiteranno. Qualche ora fa quelli di Caserta sono andati dal notaio per creare un consorzio come il nostro, a Treviso faranno lo stesso. E questo è un motivo di orgoglio per me e per tutti quelli che fanno parte della nostra famiglia". Insomma, si respira un'aria nuova rispetto a un paio d'anni fa... "Decisamente sì, e questo lo stanno vedendo tutti. A partire dagli agenti dei giocatori, con i quali ora si parìa in maniera diversa rispetto al passato. Ovvero? Se uno come Talts ha deciso di venire da noi, accettando di mettersi alla prova senza la garanzia di giocare e rifiutando le offerte economicamente iù vantaggiose che gli arrivavano dalla Grecia, significa qualcosa. Significa che il suo agente ha parlato di Varese come del posto giusto per crescere e della città ideale per giocare a basket, e gli ha garantito che sarebbe finito in una società seria". Francesco Caielli
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