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di GIANCARLO PIGIONATTI

Come si cambia in poco tempo: da "ragazzo triste" di un mese fa a persona nuova oggi. Come innamorarsi della propria moglie o qualche cosa di simile. Nel caso di Recalcati, della propria squadra nella quale sta trovando fior di gratificazioni professionali. Le ultime gare, vinte in serie, non spiegano da sole il suo rinnovato entusiasmo che, più in profondità, s’identifica in un’ideale applicazione al lavoro settimanale. «Adesso sì che mi diverto in allenamento», osserva l’allenatore della Stella che in palestra non è più costretto a chiamare i ragazzini delle giovanili per tappare un buco qui e uno là, disponendo di un organico lungo ed esperto che gli permette di gestire le usure dei giocatori più stagionati grazie alle presenze dei "nuovi" Stipcevic, Serapinas e, da ultimo, Talts, tutti elementi di gran mestiere e di specchiata serietà. E, di gara in gara, si lavora a un progetto che coinvolge tutti, persino appassionatamente.

Un bello strattone nell’applicazione quotidiana trova una sua puntuale coincidenza nell’arrivo di Stipcevic di cui Recalcati tesse lodi ben riposte, pure in vista della prossima stagione («a patto di muoverci per blindare un contratto già garantito ma dal quale il croato potrebbe uscire»), come ne dispensa sul conto di Rannikko che meriterebbe maggior considerazione nell’immaginario popolare grazie alla sua esemplare capacità di proporsi in campo e nello spogliatoio. Il croato, pur non possedendo quel carisma d’un "capobanda" naturale, appare come il più deciso della compagnia e, giorno dopo giorno, è diventato un leader. Una cosa è certa: la preparazione quotidiana è vissuta con intensità da tutti, ben consapevoli d’aver scalato nove posti in poco più d’un mese.

Recalcati gongola, basti pensare che ora, finito l’allenamento, i biancorossi restano sul parquet a scambiarsi puntualizzazioni sul lavoro svolto, fors’anche alla ricerca di quelle sfumature che, attraverso suggerimenti reciproci, si ritengono più utili alle caratteristiche tecniche di ciascuno. Le annotazioni del coach si addensano di esempi: «Mai prima d’ora Slay mi aveva chiesto con interesse degli avversari, stavolta l’ha fatto e in anticipo per avere notizie aggiornate di Teramo. Mi sembra un buon segno».

Non ci si può dimenticare di Janar Talts cui, senza bisogno d’essere un vero pivot, non fanno difetto statura e mole da omaccione e i risultati si sono visti contro Caserta: in 15 minuti otto rimbalzi e due stoppate («una novità per la Cimberio», osserva il coach biancorosso): se l’estone non è un bluff, là sotto adesso c’è un po’ di muro e con filo spinato. Varese, in sostanza, ha cambiato volto, lo ammette Recalcati, anche di fronte a un calendario che in altri tempi non avrebbe dato alcuno scampo: Teramo fuori, Milano in casa, Biella e Sassari in trasferta, Montegranaro a Masnago e finale a Cantù. «Credo che non ci sia precluso nulla, possiamo vincerle tutte, come perdere qualche gara ma giocandocela», conclude il coach biancorosso che crede nell’operazione "playoff possibili".

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