Lucaweb Posted May 15, 2011 Posted May 15, 2011 VARESE Sembra ieri. Quel giorno faceva un gran caldo e in quella sala di Villa Recalcati c'erano tutti: curiosi e speranzosi, ad assistere alla nascita del consorzio Varese nel Cuore. A sentir parlare di una società da salvare e rilanciare e di una stagione che sarebbe stata l'anno zero per la Pallacanestro Varese. Quel giorno il campionato sembrava ancora lontano: non si sentiva ancora il profumo delle sfide più belle, non si avvertivano i suoni delle battaglie. Sembra ieri, anche se sono passati dei mesi: oggi quella squadra e quella società sono cresciute, e sono alla vigilia di una sfida cruciale sulla strada verso un sogno chiamato playoff. Quel giorno Michele Lo Nero si affacciava per la prima volta al mondo della pallacanestro, senza sapere che da lì a poco quel mondo lo avrebbe travolto: oggi il presidente del consorzio sente il derby, esattamente come tutti i tifosi biancorossi, e conta le ore che lo separano dalla palla a due della sfida con Milano. «Io - dice - parlo da uomo d'azienda, non mi sentirete disquisire di giocatori e di schemi. E quindi sogno una grande vittoria, domenica: un palazzetto pieno, che sarebbe un successo per una società come la nostra. Gli ingredienti per una giornata meravigliosa ci sono tutti: due squadre forti e blasonate, due allenatori che sono dei generali della pallacanestro europea». Quanto sarebbe importante, per voi, un palazzetto pieno? Noi fin dal primo giorno abbiamo seguito una politica dei piccoli passi: siamo partiti con un Pala Whirlpool più vuoto del solito in seguito a una nostra scelta precisa e a una nostra scommessa. Dovessimo riempirlo, significherebbe che quella scommessa l'abbiamo vinta: anche se i numeri ci confortano, e dicono che dalla prima giornata di campionato a oggi abbiamo avuto un aumento di pubblico graduale e costante. Per tornare agli anni d'oro ci vorrà ancora un po' di tempo, il nostro prossimo obiettivo sarà quello di far diventare quattromila persone a Masnago una costante e non una notizia. Oltre a quella del pubblico, Lo Nero vorrà vincere anche la sfida sul campo. O no? Il nostro sogno playoff passa da domenica: sarà un crocevia senza ritorno, e per continuare a lottare sarà necessario vincere perché poi avremo due trasferte su campi difficili come Biella e Sassari. Il derby sarà una tappa obbligatoria del viaggio che vogliamo provare a fare, una tappa da affrontare serenamente e senza ansie da prestazione. Dieci mesi fa, si aspettava di essere qui a lottare per i playoff? Non ci pensavo nemmeno: la mia priorità era quella di dare una struttura alla società, di definire un budget e trovare il modo di coprirlo, di ristrutturare e tenere in vita la Pallacanestro Varese. Ho sempre visto la squadra come uno strumento per raggiungere questi risultati. E devo dire che la squadra, dopo avere attraversato un periodo negativo, ci sta dando una grossa mano e sta aiutando molto la società. E i playoff sarebbero un ulteriore aiuto, un passo avanti per riuscire a fare sempre meglio e sempre qualcosa in più. Cosa le resterà addosso di questa stagione? Tutto. Voglio tenermi dentro ogni cosa bella ma anche gli errori e i momenti difficili: servono per migliorare. Prendiamo la sconfitta di Teramo: io spero che sia stata utile e che diventi subito qualcosa di positivo, esattamente come è stata positiva la sconfitta di Brindi- si che ha dato il la al filetto di quattro vittorie in fila. Ci spieghi come. A Teramo abbiamo visto come noi non possiamo rinunciare al nostro gioco di squadra, e come non dobbiamo mai dubitare dei nostri mezzi. Siamo forti e quindi dobbiamo essere maturi e tranquilli, non è necessario innervosirsi e litigare con gli arbitri o con gli avversari: tutte le volte che abbiamo gestito bene le tensioni, siamo riusciti a vincere. Tutte le volte che abbiamo avuto fame, abbiamo demolito chi avevamo di fronte. E ora Varese ha fame? Ha un grande traguardo a portata di mano, e proverà a tagliarlo a braccia alzate: c'è la giusta tranquillità per poterlo fare. Detto questo, niente Gambiera i nostri obiettivi e i nostri piani: playoff o no, il lavoro da fare nei prossimi mesi sarà sempre lo stesso. E quale? Torniamo al discorso di prima. Quattromila a Masnago dovranno diventare la norma e non una notizia. Varese ai playoff dovrà diventare la norma e non una notizia. Lei è al suo primo derby da dirigente e, probabilmente, anche da tifoso. Lo sente? Siamo a metà settimana, e la mia mente riesce a pensare solo alla partita di domenica: vorrei giocare ora, se fosse possibile. Questo significa una cosa: chi dice che il derby è una partita come le altre, dice una grandissima idiozia. No, non sarà una sfida come le altre. E che sfida sarà? Speciale, come sono stati speciali tutti i derby che si sono giocati fino ad oggi. Varese arriverà a questo appuntamento con lo spirito giusto, con uno spirito diverso rispetto a quello con cui aveva affrontato gli ultimi derby contro Milano. Cosa intende dire, scusi? Questo ve lo dirò domenica sera attorno alle otto, otto e un quarto. Perché? Perché è un mio segreto. Intanto seguo i dati delle prevendite con la stessa tensione che avrò durante la partita: ogni biglietto venduto è come un canestro segnato. La città di Varese risponderà a questo appuntamento regalando un palazzetto pieno, e la partita di domenica che andrà anche su Sky sarà una pubblicità meravigliosa a tutto il nostro movimento. Sarà una festa del basket, uno sport bellissimo da giocare e meraviglioso da vedere. Francesco Caielli
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