Lucaweb Posted May 26, 2011 Posted May 26, 2011 Un blocco delle retrocessioni dalla serie A per due o tre anni con relativo ampliamento delle partecipanti alla massima serie a 20 o 22 squadre per dare la possibilità ai molti club “in sofferenza” di sistemare i bilanci e ridurre allo stesso tempo i costi dei giocatori, prima di tutto quelli relativi ai giocatori italiani. Una proposta concreta della Lega Basket per limitare l’impatto della crisi che il presidente varesino Cecco Vescovi sottoscrive in qualità di membro della commissione di “sette saggi” che ha studiato l’iniziativa e la presenterà a Fip e Coni in un incontro da fissare entro la fine della stagione regolare: «La proposta unisce la possibilità di risanare i bilanci alla possibilità di dar spazio a giovani italiani senza l’assillo della categoria da salvaguardare: bloccare le retrocessioni per due o tre anni è una soluzione parziale ai problemi più immediati del movimento, che nel giro di 10 anni ha visto sparire piazze storiche come Fortitudo Bologna, Napoli e Livorno, ed in una crisi economica generalizzata quanto sta accadendo a Treviso con l’addio dei Benetton dovrebbe far riflettere sulla difficoltà di sostenere i costi del basket professionistico». La necessità di contare sempre e comunque sui “mecenati” e sugli sponsor per ripianare i debiti ogni 30 giugno (ad occhio e croce le 16 squadre della serie A attuale hanno ricavi attorno ai 45 milioni di euro e costi attorno ai 100…) ha indotto i club di Lega Basket a varare questa proposta: «Il nostro movimento dipende interamente dagli sponsor perché gli incassi al botteghino sono voci importanti ma non sufficienti per garantire di coprire i costi e la Tv dà briciole rispetto al calcio. La nostra idea sarebbe quella di non dover stravolgere i risultati del campo al momento delle iscrizioni: chi rischia di più sono i club di bassa classifica che lottano per non retrocedere e rischiano poi di portarsi dietro a lungo quel fardello; è successo a noi 3 anni fa e ne siamo usciti con tanta fatica. La nostra idea sarebbe quella di confrontarci il più presto possibile con Fip e Coni e far partire la riforma in tempi rapidi, mettendo paletti e parametri ben definiti per ammettere le nuove forze dalla LegAdue e salvaguardando chi già c’è con un sistema di “ranking” che dia valore alla tradizione e ai piazzamenti recenti». A onor del vero il problema “debitorio” non riguarda Varese, che però a dispetto della garanzia di solidità garantita dal consorzio non può permettersi di sottovalutare il problema: chiaro che se dalla stagione 2011/2012 ci fossero davvero retrocessioni bloccate per due o tre anni le politiche del club sarebbero diverse ma gli obiettivi di consolidamento e crescita non cambierebbero: «Noi dobbiamo puntare a stabilizzarci senza farci ingolosire eccessivamente dal desiderio di volere tutto e subito. L’obiettivo finale del consorzio è quello di arrivare il più possibile vicino alla vetta lavorando sulla crescita e non sulla sopravvivenza, ma il processo per rendere società e squadra sempre più competitive deve essere graduale; se - come spero - arriveremo ai playoff sono convinto che aiuti a rafforzare la base dei soci. Partecipare alle coppe europee? Potrebbe essere un’opportunità qualora ci fosse qualche sponsor interessato al richiamo internazionale per un abbinamento specifico, ma i costi lieviterebbero e per gestire il doppio impegno servirebbe un roster più profondo». Giuseppe Sciascia
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