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Ora viene il bello a fiato sospeso


Lucaweb

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di GIANCARLO PIGIONATTI

Scappati i buoi, chiudono le stalle. Fatti loro, di Biella e Montegranaro che, in preda alla paura, ricorrono a Coleman e Tucker. Meglio tardi che mai? Probabile ma a monte resta una dirigenza improvvida di fronte a quel continuo e umiliante precipitare. Hanno invece pagato e molto, sin qui, l'umiltà e la lucidità di Cecco Vescovi che, nel buio pesto, ha trovato vera luce in tanto buon senso e nel grande credito riconosciuto a Recalcati il quale, è noto, mai nascose dubbi e interrogativi, anche scomodi e antipatici, sul conto di una squadra provata. E vennero scelte ragionate, senza violenze di bilancio, ad aggiungersi a quelle ponderate sul mercato d'estate: ecco atleti non illustrissimi ma di sostanza, ben individuati per far lievitare i valori che già possedeva una Cimberio cui solo bisognava assicurare un più cospicuo rendimento in allenamento e nessun condizionamento in gara per possibili logoramenti o eventuale assenze.

Da metà febbraio circa, cioè da quando comparve un elemento come Stipcevic, capace di accrescere il fatturato in alcune voci, seguito poi da Serapinas e Talts, atleti preziosi per contributo nel lavoro quotidiano, Varese è parsa più attrezzata e più affidabile nelle rotazioni: una vittoria in meno di Siena, alla pari di Cantù e una in più di Milano sono sinfonia nelle ultime nove giornate. Ora viene il bello, da non farsi scappare in ordine ai play off (ancora da centrare), quindi più su, a vista d'un risultato (quarto o quinto posto, verosimile con due successi in tre gare) che diventerebbe il migliore della "regular season" dal dopo scudetto ad oggi. Risulta persino impensabile un corto circuito alla fine d'un ciclo così virtuoso e tale da avvalorare aspirazioni mai così forti da tempo.

Viene il bello, si diceva, tra nuove certezze ma anche con il fiato sospeso. Oggi bisogna far fuori Sassari, poi a Masnago una rinforzata Montegranaro, infine la rivale delle rivali qual è Cantù, pure a casa sua dove si giocherà un derby a dir poco infuocato: tre sfide dure, sino a prove contrarie. I sardi, già salvi e con precluse chances di play off, hanno nulla da chiedere, se non far risaltare un amor proprio istintivo, di fieri isolani, anche per onorare una sempre pretesa competitività, invece motivati, ai massimi storici, sono gli uomini di Recalcati, decisi a garantirsi due punti "play off" che li affranchino dal rischio dell'imprevedibile.

Già, le motivazioni. Che, spesso, centuplicano le energie, d'una voglia superiore, ben sapendo che più si è audaci, più deboli diventano gli avversari. Meo Sacchetti, l'apprezzato coach varesino, anche fra i possibili successori di Recalcati, quando verrà quel giorno, tiene a far bella figura dopo il colpaccio a Masnago, pensando a quell'orgogliosa doppietta che gli sfuggì alla guida di Capo d'Orlando che vittoriosa qui, fu sconfitta in Sicilia da una Cimberio già bell'e retrocessa. Quella domenica Sacchetti finì la serata chiuso in casa, abbastanza arrabbiato, anche per un battibecco con Pozzecco. Allora prevalse il cuor leggero di Varese e qui sta un po', nell'occasione, la temuta controindicazione per Galanda & C. che, come si osservava, sono concentratissimi sul malloppo.

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