Lucaweb Posted May 30, 2011 Posted May 30, 2011 Si pensava al bello, seppur col fiato sospeso. Sono arrivate, è vero, altre emozioni, a casa dei Sacchetti, isolani per forza ma, stavolta senza orgasmo biancorosso, visto il risultato che trattiene la Cimberio nel limbo. Playoff rimandati pur possibili nella stessa posizione di oggi, come potrebbe non bastare un successo dipendendo da altri risultati da copione d'un campionato "matto" come un cavallo. Una cosa è certa: il destino di Varese sta nelle sue mani di fronte a Montegranaro che, pure rinforzatasi, si giocherà la salvezza (quella del penultimo posto che, a tavolino, costa soldoni al cambio di una retrocessione sul campo) a Masnago e Cantù, presumibilmente, in volata con Milano, per il secondo posto. Tutte partite roventi contro squadre motivatissime come lo è la Cimberio la quale, con un successo, il minimo attivo, potrebbe anche centrare un sesto posto che sarebbe il miglior risultato di regular season dal dopo scudetto ad oggi. Siamo però nel campo delle cento pertiche, ogni immaginazione di ipotesi rischia di frantumarsi su tutti quei campi nei quali lottano per un obiettivo diverse squadre. Nel frattempo è finita in archivio una lezione istruttiva come quella di Sassari dove i meriti della Dinamo, par di capire, hanno scavalcato i demeriti di Varese la quale, per la verità, ha pareggiato l'incontro crollando poi in un supplementare da "carica dei Sioux" per i sardi, trascinati da White, splendido e imprendibile "animale" da parquet. L'anatomia di una sconfitta al di là del racconto del match sta probabilmente in alcuni dati, più peculiari di altri come il 2/10 al tiro di Kangur, una delle "vedettes" della Cimberio nelle sue trionfali marce e la quota rimbalzi nettamente a favore di Sassari, in particolare in uno strano "pro capite" nel rilevarne 10 per Diener e 5 per Tsaldaris, vale a dire un play e una guardia, pure piccoletti. Bisognerebbe anche chiedersi, dopo tal conta, di Talts in tilt, anzi da "game over" (soltanto sei minuti sul parquet) nonché di Galanda che ha stupito gli stessi sardi per una ridotta presenza, nonostante lo steccare di Kangur ma questo tipo di interrogativi appartiene alle fosse del senno del poi, puntando il sempre stimabile Carlo Recalcati, che conosce in profondità la squadra, su uomini (come Fajardo, Slay e l'estone) i quali, spesso, hanno inciso nei giochi vittoriosi. Più banalmente, come annotazione geografica, vien da dire che continua il mal di trasferta lunga, avendole buscate i biancorossi a Brindisi, Montegranaro e Caserta, quindi perso di misura a Teramo e Sassari, cioè giocandosele sino in fondo, come ne era sicuro Recalcati nel proclamare, tempo fa, nuove certezze. Eccezione a centro-sud resta il colpaccio di Roma per la Cimberio della prima ora. Di segno diverso sono risultati i campi di Treviso, Bologna e Biella, cioè d'un buon vicinato, si fa per dire, alla resa d'impatto a queste gare: ragioni se ne possono trovare, magari psicologiche, nella diversità di piazze, tra sfidate e sfidanti, ancorché nello stesso approccio biancorosso. A questa Cimberio, ferma un giro, si può vieppiù chiedere di far sognare i propri tifosi, a cominciare dalla gara del 12 maggio, ancorché dura, contro una Montegranaro che, uscita da una malinconia repressa, rinforzatasi con un atletone come Tucker e nelle mani di Sharon Drucker, tecnico di esperienza internazionale, cerca di affrancarsi dal rischio di quel penultimo posto che vale una retrocessione, sterilizzabile solo cacciando di tasca mezzo milione di euro (e non 250.000 come s'era prospettato in un secondo momento rispetto alle regole originali) che sono una barca di soldi, da non gettare... Varese ha già dimostrato a Masnago di saper incenerire formazioni bellicose e talentuose, avendo solo bisogno di tanta serenità e ferme convinzioni, a maniche rimboccate. Giancarlo Pigionatti
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