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Sarà un derby giocato con la calcolatrice in mano quello di domani al "Pianella" tra Cantù e Varese (foto Blitz in alto), potenziali avversarie del primo turno playoff nel più che probabile incrocio dei quarti di finale che le rimetterebbe in scena sullo stesso parquet già mercoledì sera?

Conti alla mano, se la Bennet vince è aritmeticamente seconda e potrebbe far "scivolare" la Cimberio al settimo posto, sempre che Sassari (senza l’infortunato Diener) vinca a Cremona.

Se invece sarà la truppa di Recalcati a prevalere, metterebbe al sicuro il sesto posto ma farebbe scivolare i brianzoli al terzo, a patto che Milano (senza più Maciulis – stagione finita per la lesione del crociato del ginocchio destro – ma con l’americano Coby Karl ingaggiato per i playoff) vinca a Pesaro.

Dunque l’ultimo turno di stagione regolare tra Cantù e Varese potrebbe essere semplicemente un rodaggio dei quarti di finale prossimi venturi, ma alla vigilia del match il coach della Bennet Andrea Trinchieri rifugge dai calcoli e guarda soltanto all’obiettivo primario per i suoi di legittimare il secondo posto finale: «Guardando statistiche e probabilità, quello tra Cantù e Varese sembra effettivamente l’incrocio più plausibile, ma ogni volta che ho visto allenatori e squadre fare i conti a tavolino il “metodo Champenois” con cui si gioca l’ultima giornata sovverte tutti i pronostici e rende vane le strategie. Dunque noi giocheremo al massimo e senza fare alcun tipo di conteggio per conquistare un traguardo che per noi sarebbe comunque esaltante come il secondo posto di fine stagione regolare…».

E la garanzia del fattore-campo in due eventuali turni playoff sarebbe un bel premio per una Bennet capace di migliorare ulteriormente gli ottimi spunti della stagione passata, soprattutto alla luce del peso del fattore-campo del "Pianella" (contando anche l’Eurocup i brianzoli hanno un record casalingo di 16 vittorie e una sola sconfitta): «La nostra è stata già una stagione esaltante per molti motivi: dalla finale di Coppa Italia raggiunta al fatto che siamo sempre stati ai vertici della classifica, oltre alla qualità delle idee che abbiamo proposto andando un’altra volta al di là della somma della cifra tecnica dei nostri giocatori grazie alla solidità dell’impianto difensivo, risultato il migliore del campionato. Ogni volta devo trovare un obiettivo alla mia squadra e quello per noi più plausibile è arrivare nuovamente in semifinale per confermare il risultato dello scorso anno e tornare a disputare una coppa europea, aspetto importante per le nostre ambizioni. Per noi il fattore-campo sicuramente conta, visto l’eccellente ruolino interno, ma al di là di tutto il secondo posto finale sarebbe il coronamento di tutto ciò che abbiamo fatto quest’anno e un ottimo punto di partenza per puntare all’obiettivo finale».

In ogni caso il derby di domani – con Cantù che dovrebbe recuperare Markoishvili, a riposo a Treviso per un principio di fascite plantare – verrà giocato a viso aperto e senza tatticismi per nascondersi in vista del possibile playoff della settimana prossima: «Visto il tempo ridotto la partita non si può preparare, dunque ci concentreremo sulle cose che sappiamo di poter fare: onestamente non vivo la sfida di domani come un derby ma come l’occasione per chiudere al meglio la stagione regolare e mettere le mani sul secondo posto, dunque non possiamo né vogliamo permetterci di non dare il 100 per cento. Sono certo che sia noi che Varese giocheremo senza risparmiarci, poi eventualmente da lunedì inizieremo a pensare che cosa fare per fermare l’altro in caso di eventuale quarto di finale. Di sicuro nei playoff la tattica conta molto più di quanto accade in stagione regolare: se durante il campionato la struttura vale 80 e gli aggiustamenti 20, nella post-season si passa a 50 e 50».

Giuseppe Sciascia

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