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Nuove cartucce da sparare


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di GIANCARLO PIGIONATTI

La classe non è acqua. Giacomo Galanda, da capitano coraggioso, l’ha rispolverata quando Varese ne aveva bisogno per far centro sull’obiettivo. L’uomo della stella, come Vescovi e Recalcati, è sbucato dalla normalità, alla sua maniera, con una messe di canestri insolita in questa stagione, anche per spazi relativi. Nel calcio si direbbe che Galanda, in versione “campioni sul viale del tramonto” (questione d’età), s’è fatto trovare pronto, forte dei tanti sacrifici affrontati con silente orgoglio. Già, con Fajardo inutilizzabile e Kangur ancora sotto torno (evidentemente le sue ambizioni di mercato sono come palle al piede), l’ex azzurro ha assicurato qualità al suo immutabile spirito di squadra, peraltro abbastanza edito in questa Cimberio che ha avuto così buon gioco di Montegranaro la quale pare la réclame opposta e nonostante elementi di valore ma da tempo come fiammiferi spenti. Adesso, con il malloppo in tasca, Recalcati (foto Blitz) cerca l’imboscata nella sua Cantù: il tentativo può sembrare arduo, se non velleitario, ma un derby solitamente azzera certe differenze di classifica, soprattutto a beneficio d’una squadra spinta furiosamente da proprie motivazioni nonché da accese ragioni storiche della sua gente. E questa è proprio Varese la quale riesce sempre a macchiare l’ex Pianella dei suoi colori nei quali si materializza la sua fiera rivalità, da conti eternamente in sospeso. E’ pur vero che tra la squadra messa insieme da Bruno Arrigoni, ogni volta abile “pescatore” di uomini, e Montegranaro ce ne passa e parecchio. Ma la Cimberio è in grande gas di fronte alla prospettiva di una qualificazione coi lustrini. Nessuno ha il dono dell’ubiquità ma oggi i biancorossi giocheranno su più campi: in Brianza con anima e corpo e altrove con il pensiero, dipendendo il suo risultato, in quota playoff, da quelli di Treviso e Bologna. Ma soprattutto di Sassari che, lanciata da... Siena, cerca la soluzione finale a Cremona. Vincendo a Cantù, in concomitanza con una sconfitta della Benetton, la Cimberio finirebbe la stagione regolare al quinto posto, preceduta da Avellino nei cui confronti, anche se dovesse acciuffarla, patisce uno 0-2 insormontabile; sarebbe invece sesta se Treviso dovesse spuntarla. E se le buscasse in Brianza? Risulterebbe ugualmente sesta, al di là delle sfide che impegnano i campani e i veneti, sempre che alla banda Sacchetti non riesca il colpaccio a Cremona. E poco importano eventuali successi di Bologna e Roma (sotto di 0-2 con Varese). Finirebbe invece settima se i sardi sgranocchiassero il duro torrone di Cremona, quindi peggio di così - a quanto pare - non potrebbe accadere. Sono calcoli ormai noti, da tabellone luminoso, nell’attesa di una realtà secondo cui, da sesta o settima, Varese si beccherebbe un appassionante derby, con la stessa Cantù o con Milano, dipendendo esse dalle proprie sfide da podio d’onore. Dunque, con la tifoseria già carica, Recalcati e i suoi uomini affrontano oggi una vera prova tecnica di playoff: per animo e testa non possono deludere al di là del risultato che, si sa, spesso si spacca per episodi. Varese può già compiacersi d’un merito grande per essere arrivata laddove pareva improbabile mesi fa. Ma venendo il bello, non ancora paga del risultato, può sparare nuove cartucce.

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