Lucaweb Posted June 20, 2011 Posted June 20, 2011 di GIANCARLO PIGIONATTI Come in una cena tra studenti e professori a fine anno scolastico. Per una volta gli uni in libertà di pensiero e confidenze, gli altri non in cattedra ma alla pari, destinatari di raccomandazioni nell'attesa del loro fatal giudizio. Il "rompete le righe" della Cimberio è parso come qualche cosa di simile, soprattutto, tra Recalcati e i suoi giocatori. Con lo spumante, d'un festoso brindisi, è saltato anche il tappo dei convenevoli a distanza per lasciar fluire i sentimenti più intimi e personali fra uomini che hanno faticato e tribolato, in comunione, per conquistare una posizione, quantomeno, degna d'una grande piazza cestistica qual è Varese. L'arrivederci di Stipcevic e Rannikko per la fine delle vacanze e il grazie di Demartini al suo fiducioso coach per spazi di gloria inimmaginabili nella propria anonima carriera, appartengono a una festa che, al principio, sembrava come molte altre. Fuori copione, roba da ultima cena, sono finiti, guarda caso, i due americani, Slay e Goss (foto Blitz) i quali, deludendo chi li crede dei mercenari, hanno avvicinato l'allenatore per esprimergli la propria gratitudine. Slay è parso, addirittura, commosso, tanto da volgere il volto, a occhi lucidi, dallo sguardo dell'allenatore, segno di uno stato d'animo ben diverso da quello che, abitualmente, mostra in campo, tipico di un istrione senza regole. In quell'istante, levata la corazza dalla sua sensibilità, era leggibile tutta la consapevolezza d'un addio che Ron avverte come realistica conclusione della propria avventura a Varese mentre Goss è parso come un bambino desideroso di fissare nel tempo un momento importante allorquando ha pregato Recalcati di posare con lui e suo padre per una foto ricordo, fors'anche con la scaramantica speranza di non doverla riporre in una valigia. Con un'ala, come White, atletica e massiccia, è il ragionamento di Recalcati, aumenterebbero le sue chances in un reparto già piccolotto ma sullo sfondo resta la questione Thomas, visti i suoi riflessi contrattuali, ancorché insussistente qualora l'americano rassicuri tutti sulle sue condizioni fisiche. Quale Cimberio si profilerà? Gli interessati ci scherzano pure, accettando scommesse da fantabasket ma una cosa è certa, e senza bisogno di conferenze stampa, per capire che Recalcati ha in mente, nel ripartire, una squadra consolidata nei suoi europei, tutta gente di sostanza e a stipendi ragionevoli, pure già bell'e concordati, come nei casi di Stipcevic, Rannikko e Talts. Manca all'ideale appello Kangur, adesso libero da vincoli ma seguito con attenzione dal club affinché resti sotto la nostra bandiera. Carte cantano anche per Demartini e Fajardo (come pure per Cotani, da piazzare ancora) mentre Righetti sembra già un caro ex. Si è invece possibilisti per Galanda la cui conferma, da bel simbolo di Varese qual è, potrebbe dipendere da un netto taglio degli emolumenti cui è abituato e francamente oneroso per il club nel merito di un uomo della panchina. L'ossatura delineata ci riporta indietro nel tempo, allorquando, per la presenza di due soli stranieri, erano gli italiani a fare la differenza come testimoniano i trionfi di Pesaro, Milano e dei Roosters stellari. Questa sembra la strada da aprire a qualche giovane italiano di valore attraverso scelte sensate e compatibili con le risorse finanziarie di prossima gestione. Permettendoci un consiglio per gli acquisti, ricordiamo Colussi, coraggiosamente emerso dalle file di una Caserta americanizzata ma saltata per aria, quindi in un clima davvero difficile. Recalcati sull'argomernto tace ma non sappiamo se acconsente, toccherà infine a Vescovi decidere per quei "pezzi" che dovranno garantire una Cimberio competitiva.
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