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Ultima giornata varesina per Kristjan Kangur, che ieri ha lasciato definitivamente la città-Giardino per fare ritorno in Estonia per le vacanze estive senza sottoscrivere il contratto biennale con ingaggio quasi raddoppiato proposto da Varese con il terzo rilancio nel giro di pochi mesi. Al momento attuale non risultano accordi già stipulati né in Italia né all’estero da parte dell’ala del 1982, che secondo “radio-mercato” è in cerca di un ingaggio simile a quello dell’amico Manuchar Markoishvili (biennale fresco di firma a Cantù a 600mila euro totali, per Kangur (foto Blitz in alto) la Cimberio ne offriva poco meno di 200mila).

Quello che per la società di piazza Montegrappa è al momento un addio potrebbe anche risultare un arrivederci, qualora l’ex Virtus Bologna tornasse “a Canossa” fra un mese senza aver trovato il contratto desiderato. Ma per Vescovi e Recalcati non si tratta di un’opzione al momento considerata, tant’è che presidente e allenatore biancorossi sono già all’opera sul mercato in cerca di individuare il comunitario giusto per rimpiazzare Kangur e completare il lotto dei 4 europei disponibili per regolamento da aggiungere al trio di conferme Stipcevic-Rannikko-Talts. L’ipotesi più gradita dallo staff tecnico sarebbe quello di trovare un’ala di passaporto continentale utilizzando poi i visti extracomunitari per guardia e pivot, con Goss ed in subordine Thomas ancora in lizza per il “posto 2” del quintetto.

L'ex AJ è atteso a metà mese per valutare il grado di recupero dall’infortunio che lo aveva costretto a chiudere anzitempo la stagione agonistica 2010/2011. Se dai sanitari dovesse arrivare l’OK dal punto di vista dell’affidabilità fisica considerare la posizione del giocatore del 1980 diventerebbe obbligatorio anche nell’ottica economica di un contratto in essere dal quale la società biancorossa può uscire, pagando però una penale piuttosto salata che andrebbe a sommarsi al costo della transazione per chiudere il rapporto con Cotani ed all’eventuale “buyout” per chiudere quello con Righetti.

Scelte in funzione non solo tecnica ma anche “amministrativa” che comunque la società rimanderà dopo avere ottenuto certezze definitive sull’entità del budget: al di là della stima “previsionale” sulle nuove entrate del consorzio che dovranno pareggiare i 300mila euro di riduzione dell’apporto della famiglia Castiglioni serve concretizzare “nero su bianco” i nuovi contratti con Cimberio e Sisal, sponsor in scadenza che pur avendo già espresso la volontà di proseguire il rapporto dovranno definire la proporzione dell’impegno futuro.

Il che significa che al di là del “monitoraggio” costante sulle disponibilità di mercato Varese non porterà a termine nessuna operazione di rilievo sul fronte-stranieri fino a metà giugno, quando sono previsti gli incontri per le firme dei nuovi contratti di sponsorizzazione. Legato alle scelte sugli stranieri invece il mercato degli italiani, dove comunque c’è volontà di ridurre le spese: la volontà di confermare Galanda è legata a filo doppio all’accettazione di un contratto “al ribasso”, così come la continuazione del rapporto con Righetti dipende dalla volontà del giocatore romagnolo di ridursi sensibilmente lo stipendio per restare a Varese.

Altrimenti al posto dell’ala del 1977 saranno inseriti due giocatori giovani (il 24enne Ganeto e il 23enne Reati in pole position) dal costo complessivo pari a quello del secondo anno di contratto con l’ex Virtus Bologna. Anche perché la società preferisce investire sul “filone” europeo che ha già dato ottimi risultati con Stipcevic e Talts: si discute infatti una proposta contrattuale di tre anni per la 20enne ala finlandese Vaantaya, piaciuto molto a Recalcati nel “provino” di due settimane sostenuto tra aprile e maggio; l’atleta del 1991 rimarrebbe aggregato inizialmente a Varese come settimo straniero seguendo un programma specifico di fondamentali per affinare la sua tecnica da ala piccola.

Giuseppe Sciascia

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