Jump to content

Primi appunti di mercato


Lucaweb

Recommended Posts

di GIANCARLO PIGIONATTI

Se conoscevi in profondità il pensiero di Recalcati, capisci certe mosse. Già, fuori Phil Goss, dentro Drake Diener, l'uno americano, l'altro pure. Che cosa cambia là dietro? V'è da chiederselo pur senza dare giudizi di merito che, oggi, rischiano di risultare avventati se non pretestuosi per gradimento o incomprensione di tal decisione. Si possono però liberare le sensazioni in quella prateria soggettiva qual è il proprio concetto di valore attribuito a un giocatore per le sue qualità tecniche al di fuori d'un determinato collettivo. Al campetto dell'oratorio, in un "uno contro uno", roba da play-ground, non avremmo dubbi a scommettere su Goss assicurandoci una pizza e una birra ad ogni confronto. L'ex non è un fenomeno ma sa risultare elemento capace, per rapidità e passo, di marchiare, in qualità, la squadra.

Se Phil, da regista, ha lasciato a desiderare, se n'era accorto a Rimini il varesino Cedro Galli, facendone le spese con un siluramento, come guardia, però, ha mostrato una chiara propensione finalizzatrice, finalmente liberata da catene, d'una dovuta e continua assistenza ai compagni. Per essere spicci, Goss avrebbe garantito alla nuova Cimberio un po' di quella estemporaneità d'azione che, per ritmo e finish, resta una specialità degli atleti di colore.

L'annotazione di questo limite, almeno oggi , potrebbe risultare inconsistente con l'arrivo di un'ala americana con tocco di classe, l'ideale per un team tosto. Datati erano, dunque, i dubbi che Recalcati, conoscendo vita, morte e miracoli dei giocatori, aveva posto a premessa d'una possibile e diversa scelta, divenuta poi tempestiva per un'opportunità di mercato. Ecco Drake Diener, atleta e uomo di spessore, giusto per fortificare, in sostanza e linearità, un reparto incentrato su Stipcevic e Rannikko nonché la nuova squadra, pure abbastanza delineabile per una certa idea di robustezza attraverso giocatori già sussurrati o di là da venire.

Questione di gusti, anzi di filosofie visto che le statistiche, riferibili alla stagione in archivio, sono a favore, seppur leggermente, dell'ex biancorosso e nemmeno si può parlare di un vantaggio sul piano mercantile, quindi di un affare, spendendo Varese gli stessi soldi. Si diceva di un certo modo di pensare da parte dell'allenatore che probabilmente riteneva Goss non "irreprensibile" in fatto di atteggiamenti da comunella con quello "scavezzacollo" (nel senso buono e affettuoso del termine) di Slay.

Da lì una scelta che può far dibattere, sempre che non esca un ritratto fosco dell'americano con lo scopo di azzerare eventuali dubbi, il che sarebbe ingiusto, avendo avuto i grandi capi tutto il tempo di "inquadrarlo". Morale, se n'è andato chi ambiva a una conferma, mentre potrebbe rimanere chi invece voleva andarsene: vale a dire Kangur, moderno "figliol prodigo", magari da festeggiare, sacrificando il vitello grasso, come narrano i testi sacri.

Già, l'estone, "rapito" da Siena, cui s'è promesso per meno soldi di quelli offerti da una Varese respinta nelle sue proposte d'amore, resta - a quanto pare - l'uomo dei desideri e nonostante tante storie di principio, vissute qui emotivamente, soprattutto, da coloro che bollano come scelte mercenarie quelle diverse rispetto alla propria squadra, ancorché legittime. Una cosa è certa: presidente e coach hanno idee chiare.

Link to comment
Share on other sites

×
×
  • Create New...