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«Lunedì via ai lavori al PalaWhirlpool.Gestione ventennale»


Lucaweb

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VARESE Rullo di tamburi, lunedì arrivano i colpi di martello. Michele Lo Nero (nella foto con il patron Renzo Cimberio), numero uno del consorzio Varese nel Cuore: «Settimana prossima partiamo con i primi lavori interni, cose collegate ai progetti principali, come il rifacimento dei servizi igienici e l'intervento sugli scivoli d'accesso al parterre, ma non facenti parte della fase due». Cioè della ristrutturazione vera e propria di parecchi aspetti dell'arena masnaghese.

Sempre verbo di Lo Nero: «Nel giro di una decina di giorni scatterà il blocco importante delle opere. Tutte assieme, sia quelle interne che le altre». Ripetiamolo, non fa male: si tratta di mettere mano all'esterno del PalaWhirlpool conciato parecchio male, rifare e raddoppiare gli spogliatoi portandoli da due a quattro, infine trasportare nel XXI secolo le aree stampa e ospitalità. «Ci sono già le autorizzazione necessarie, Asl compresa, resta solo da apporre la firma definitiva sulla convenzione con il comune, sarà ventennale, per l'utilizzo del palasport da parte della Pallacanestro Varese. Con l'amministrazione stiamo lavorando molto bene, in meno di un mese dovremmo realisticamente chiudere».

Tempistiche del cantiere: «Prevediamo di terminare per la fine di settembre, massimo primi di ottobre. In Lega abbiamo già chiesto di giocare l'esordio di stagione in trasferta, così siamo tranquilli di farcela anche se succede qualcosa».

Per chi ancora non lo sapesse, l'investimento è completamente a carico della società sportiva, alle finanza pubblica costa zero virgola zero: «La cifra precisa la comunicheremo dopo la chiusura dell'iter con il comune, ma è comunque un'uscita di denaro importante». Prendiamo una pausa e asciughiamo i lucciconi: da quanto sognavamo di avere una Pallacanestro Varese del genere? Capace di guardare oltre l'immediato, di lavorare sì per la squadra ma di farsi carico anche del resto, che poi tanto resto non è? Testimone Luca Garri: «Varese nell'ambiente si sta facendo un nome di affidabilità».

A margine: il palasport fu inaugurato il 6 dicembre 1964; nel 1984 parquet tirato a lucido, nuovi impianto audio e luce, nuove zone ristoro e, sotto la volta, gli stendardi testimoni del dominio degli anni Settanta; nel 1989 l'inizio del mai terminato ampliamento; nell'estate 1995 nuovo parquet, parterre e impiantistica di servizio a bordo campo; nei primi anni della proprietà Castiglioni nuove sedute sul primo anello. Passo indietro alla convenzione d'utilizzo a favore della Pallacanestro Varese: come unica responsabile dell'arena ci sono gli oneri ma anche gli onori, leggi cercare di farla fruttare con concerti e quant'altro possibile; unica via per rientrare delle spese di quest'estate e delle future.

La sfumata possibilità di prendere parte all'Eurocup, seconda competizione continentale per club, vale una chiosa: «Se si fosse realmente presentata l'opportunità di disputare il torneo, ne avremmo parlato con i consorziati per cercare di coprire l'extra budget richiesto in tutti i modi. Giocare fuori dall'Italia sarebbe stato commercialmente importante nella caccia agli investitori, oltre che sportivamente per iniziare ad assaporare un luogo dove, in ogni caso, vogliamo arrivare. Significa che quando accadrà sarà ancora più bello, perché saremo passati dal campo».

Stessa equilibrata soluzione per il fu affaire Drake Diener, come già detto ieri ormai lontano: «Nessuna delusione, era una scelta ma ce ne saranno altre. Dobbiamo avere massima fiducia in Vescovi, Recalcati e Ferraiuolo».

Samuele Giardina

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