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Tanto lavoro di setaccio ma nessuna "pepita" finita ancora in fondo alla "padella" della Pallacanestro Varese: la metafora del cercatore d’oro che lavora con il "setaccio" nelle acque del fiume è calzante per descrivere l’attuale fase di ricerca a 360 gradi dei due esterni americani necessari alla Cimberio per completare al meglio il suo quintetto base della stagione 2011/2012.

Il rifiuto sul filo di lana da parte di Drake Diener non è stato vissuto come un dramma dalla società biancorossa, infastidita più che altro dal fatto di aver perso 20 giorni di tempo su un mercato comunque ricchissimo di opzioni ma bisognoso di trovare i giusti "incastri" tra due giocatori che dovranno comunque essere forzatamente complementari tra loro, oltre che con il resto della squadra. Anche perchè la Varese che verrà deve essere costruita con il "bilancino" così come quella che l’ha preceduta:

il modello Cantù di questi anni insegna che il sistema - se è azzeccato il mix dei giocatori - vale più dei singoli, e siccome la Cimberio ha allestito finora un’ossatura ricca di elementi "di squadra" non si può pensare di rovinare il puzzle inserendo un pezzo quadrato dove l’incastro suggerisce uno tondo.

Dunque oltre al valore dei singoli si misura - ovviamente senza certezze assolute - la loro compatibilità nel contesto generale: ecco perchè giocatori come A.D Vassallo o Aaron Harper (bomber di Francia e Bulgaria) non sono in cima alla lista di Vescovi e Recalcati, che dopo una settimana di camp in Calabria è pronto a tornare pienamente "operativo" aggiungendosi alla già lunga lista di "visionatori di Dvd" attivi in questi giorni in sede: «Si guarda e si cerca a 360 gradi anche se spiace aver perso tempo aspettando la firma di Diener: prima le cose erano più facili pensando ad un’ala piccola compatibile in un contesto già definito, ora siamo ripartiti da zero e valutiamo due giocatori compatibili - spiega il coach varesino - Lavoriamo su tutti i fronti, sia in parallelo che sui due ruoli separati:

non ci sono priorità anche se la cosa ottimale sarebbe quella di individuare una coppia, se invece arriverà prima uno dei due l’altro sarà scelto affinchè sia complementare».

La ricerca sul mercato avviene dunque a 360 gradi sondando soprattutto giocatori non noti in Italia («Quando si chiede qualcuno che ha fatto bene da noi si sparano cifre altissime...» spiega Recalcati). Dunque rookies, giocatori dalla D-League ma soprattutto stranieri pescati da leghe emergenti come Germania, Francia, l’Est (Bulgaria soprattutto) e le squadre di seconda fascia della ricchissima lega turca (per qualche giorno Varese aveva guardato un "NbaEr" di lungo corso come la 30enne ala Jarvis Hayes, poi è arrivato l’Efes Istanbul...): «Al momento le opzioni sul mercato sono davvero ampie: sicuramente non prenderemo due giovani ma con un elemento esperto come Diener potevamo anche fare una scommessa su un elemento di qualità. Stiamo guardando giocatori provenienti da altri campionati europei: vediamo gli incastri ma vorremmo gente fresca, comunque almeno uno dei due dovrà avere punti nelle mani e capacità di giocare in 1 contro 1, se non dovesse avere troppo tiro da fuori servirà un giocatore abile in post basso per sfruttare le doti frontali degli altri 4 elementi lunghi compresi».

Insomma le specifiche tecniche di Recalcati sono chiare: un "2-3" che sappia anche marcare gli 1 (identikit non troppo dissimile dall’ex avellinese Demarcus Nelson, l’ex capitano di Duke lo scorso anno finalista in Francia allo Cholet pur con poco tiro da fuori e pochi punti nelle mani) ed un "3" puro abituato a fare punti e a marcare le ali piccole avversarie senza cercare "ibridi" tendenti verso il 4 tattico di cui sono piene l’Europa e le "minors" americane tra Summer League e NBDL. Il "mare magnum" dei giocatori offerti è davvero cospicuo, trovare un incastro giusto non sembra impossibile ma comunque non imminente visto che la Cimberio deve far valere più la solvibilità che l’entità dell’offerta (budget stimabile attorno ai 400mila dollari per i due elementi del quintetto). Di certo il mercato italiano è completamente bloccato in attesa della scelta dei due elemneti dello starting five, il cambio dell’ala e il quinto lungo saranno scelti in funzione delle "rimanenze" del mercato americano non escludendo di alzare il budget rinunciando alla qualità della panchina.

Giuseppe Sciascia

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