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Esce alla distanza una Cimberio ancora alterna nella seconda uscita stagionale a Malnate.

Dopo un primo tempo imballato, la formazione di Recalcati ingrana le marce alte nella ripresa dell'amichevole con gli svizzeri della Sav Vacallo: confortanti i passi avanti rispetto all'esordio contro Oregon, pur pesando il diverso valore tecnico e atletico dell'avversario per una Varese ancora incompleta (out Ganeto per un risentimento muscolare, solo 9' per un Fajardo ancora lontano dalla condizione ottimale).

La truppa biancorossa mostra ancora problemi di messa a punto sul piano offensivo pur con un utile Demartini (7 assist) in regia, ma sblocca l'impasse quando la difesa coordinata dall'asse estone Kangur-Talts e da un positivo Wanamaker alza i giri del motore e dà fiducia con la sua energia all'azione biancorossa.

I due reduci dall'estate di lavoro in Nazionale sono certamente gli elementi più in forma del roster, ed anzi l'ala del 1982 - anche quest'anno collante della squadra - aggiunge un'inedita vena balistica (2/3 da 2 e 4/5 da 3) alla consueta iperattività difensiva (5 recuperi), mentre il pivot ex Samara colpisce sugli scarichi e si fa valere sotto i tabelloni.

A dare concretamente la svolta sul fronte offensivo ci pensa un Justin Hurtt in versione "Dottor Jekyll e Mister Hyde" (2 punti con 1/6 dal campo all'intervallo, poi 12 nel solo terzo quarto): il tiratore del Missouri è ancora spaurito e legato a filo doppio ai riscontri del tiro perimetrale e bisognoso di prendere fiducia nei suoi mezzi che mostra comunque con un paio di spunti atletici di valore.

Al contrario, il nuovo arrivato Wanamaker sfoggia invece sostanza e capacità di tenere il campo (5/11 al tiro più 5 recuperi e 5 assist), pur in un ruolo - quello del playmaker - già coperto dalla coppia Rannikko-Stipcevic (ma per il prodotto di Pittsburgh - comunque osservato da Teramo e Fortitudo - potrebbe esserci la chance di un contratto per essere poi girato in prestito o tenuto ''di riserva'').

Manovra ancora a fasi alterne tra qualche spunto interno sull'asse Kangur-Diawara e troppi errori perimetrali (1/7 da 3 nei primi 10' e 3/14 all'intervallo lungo).

Varese parte bene sulla spinta dell'ala estone (10-6 al 4') ma mette punti sul tabellone solo grazie alle "ripartenze" e quando il ritmo cala l'attacco batte in testa (2 punti segnati in 8' a cavallo tra primo e secondo quarto).

Così Vacallo colpisce dall'arco con il fuciliere lituano Uzas (15 punti nei primi 13') e mette la freccia (20-23 al 14').

A rompere la perdurante ''siccità'' offensiva biancorossa arriva qualche spunto perimetrale di Kangur e Talts, e nonostante il terzo fallo dell'ala è il pivot del 1983 a firmare il sorpasso della Cimberio che trova finalmente qualche sprazzo da un Hurtt visibilmente spaesato nei primi 15'.

Effimero dunque il vantaggio biancorosso all'intervallo lungo (31-28 al 20') con Vacallo che inquadra il bersaglio dall'arco con Connelly e Uzas e prova ad allungare sul 33-39 del 23'.

Ma Varese ha la forza per cambiare marcia in retroguardia, spremendo energia da un concreto Wanamaker nel quintetto con tre piccoli e Diawara da ''numero 4'': gli svizzeri restano a secco per oltre 5' ed arriva un robusto 17-0 in campo aperto per la truppa di Recalcati, che nonostante lo stop forzato dell'ala francese (botta sul ginocchio sinistro, comunque nulla di preoccupante) prende decisamente il comando (50-39 al 26') con un Hurtt finalmente a suo agio a ritmi più sostenuti.

Il tiratore ex Tulsa prende fiducia e la Cimberio sale di tono con lui e con un Kangur infallibile dall'arco (63-48 al 32' con 8 punti filati dell'ala estone). Poi con le percentuali perimetrali in calo l'attacco si pianta di nuovo, ma la difesa resta consistente e il vantaggio aumenta in progressione (71-52 al 38').

Giuseppe Sciascia

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