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Lavori in corso a Masnago ma non solo a livello strutturale: mentre proseguono le opere all'interno del “Lino Oldrini”, anche Carlo Recalcati ha un cantiere aperto sul parquet, vista la fase tuttora embrionale dell'identità di gioco della Cimberio vista viaggiare troppo spesso col freno a mano tirato sul fronte offensivo.

Dopo l'amichevole contro Lugano, il coach biancorosso fa il punto della situazione: <<Abbiamo fatto ancora troppa confusione giocando a strappi. Fare poco contropiede è legato probabilmente ai carichi della preparazione, però mostriamo troppa preoccupazione in attacco e di questo non c'è motivo, perché non è quel che chiediamo o vogliamo. Evidentemente, all'interno della squadra ci sono giocatori preoccupati, che fermano la palla o rinunciano a tiri aperti, oppure fanno due palleggi di troppo ostacolando la circolazione di palla. Di lavoro da fare ce n'è tanto, ma andiamo avanti sapendo che dovremo compiere un percorso di crescita corale>>.

In ogni caso, il coach di Varese non giudica il test elvetico come un passo indietro, pur sottolineando la necessità di una maggior capacità di adeguarsi ai numerosi cambi di assetto che la panchina lunga e la duttilità di molti elementi gli consente nel corso del match.

<<Rispetto alla sfida con Vacallo, abbiamo aggiunto dei concetti tecnici giocando comunque contro un'avversaria superiore: abbiamo avuto amnesie difensive ma qualcosa di buono s'è visto, dall'aumento dell'autonomia di Fajardo alle diverse possibilità tattiche con quintetti piccoli e alti per sperimentare le variazioni d'assetto da utilizzare più avanti, anche se sono situazioni che devono venirci più spontanee, evitando i passaggi a vuoto tra un cambio e l'altro. Dobbiamo migliorare nella capacità di imporre le nostre caratteristiche a seconda delle esigenze del match: oggi non siamo ancora squadra in molte cose, ma la strada per diventarlo è legata a questi aspetti>>.

Il prossimo appuntamento del weekend a Varallo Sesia (domani alle 17.30 primo anticipo di serie A contro la matricola Casale Monferrato) darà ulteriori indicazioni al coach varesino in attesa del rientro di Stipcevic e Rannikko (il play croato arriverà domenica e si unirà al gruppo da martedì), ma Recalcati non imputa gli attuali problemi di messa a punto offensiva all'indisponibilità temporanea dei due registi.

<<Il problema della scarsa qualità della circolazione non dipende dall'assenza di Rok e Teemu: dobbiamo crearci la mentalità di muover meglio la palla. Il play inizia il gioco ma poi sono gli altri 4 che devono proseguirlo. Al momento, invece, siamo troppo innamorati del pallone e concentrati sull'esecuzione degli schemi a prescindere da quel che fa la difesa: dobbiamo sveltire il tutto. Hurtt? Per ora evito di esprimermi, anche perché è condizionato da un problema a una caviglia: bisogna dargli la possibilità di ambientarsi al meglio>>.

Giuseppe Sciascia

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