Lucaweb Posted October 16, 2011 Posted October 16, 2011 Non c'è alcuna causa, pur affascinante che sia, ammissibile per uno strappo strappo alle regole. Capiamo tutti, a cominciare dal patron della Virtus Bologna che favoleggia l'ingaggio di una stella mondiale come Kobe Bryant, per dire della Lega Basket e della Federazione in appoggio d'una così colossale opportunità di marketing per l'immagine della nostra pallacanestro, nonché dei media, eccitati dall'idea di raccontare esibizioni che non siano il solito mortorio. Ma i regolamenti dove li mettiamo? Sotto i piedi? Se esistono, vanno rispettati alla lettera e non c'è ragione che tenga, soprattutto attraverso odiose forzature nei confronti dei club per una non meglio identificata ''ragion di stato''. Da giorni non si parla che di Bryant alla Virtus, alle condizioni di Sabatini il quale, per questioni di cassetta, onde non rimetterci la camicia, ha chiesto per la sua Bologna di disputare dieci gare in quaranta giorni ma, soprattutto, le prime due in casa. Come voltare il bambino nella culla. Attraverso il ''referendum'' della Lega Basket cui, all'inizio, avrebbero risposto solo alcune società, infischiandosene le altre, risulta forte e chiaro il ''no'' di Varese a maneggiamenti delle regole per tal uso e consumo. A fatto compiuto, anzi no, non essendo sicuro l'assenso di Kobe Bryant, più attento a sollecitare una soluzione Nba (di fine serrata), stando - par di capire - ad alcuni suoi discorsi, tipo sindacalista impegnato, al tradatese Cristiano Carugati, direttore di Nike Italia, incontrato nei giorni scorsi a Milano. Già, la Lega si sta adoperando per ottenere l'accondiscendenza delle società a questa storica opportunità mentre resta manifesto il dissenso di Cecco Vescovi (foto Blitz), inflessibile sulle proprie posizioni. E fa bene, questione di coerenza e di principio: le regole sono auree, non si possono barattare, forzandone il rispetto. Sabatini vuole Kobe Bryant? Cacci il grano e se lo prenda senza dover ricorrere a compromessi e condizionamenti.. Se non ha denari a sufficienza, rischi come ogni buon imprenditore nella speranza di un ritorno... redditizio. Trent'anni fa McAdoo, campione con i Lakers, venne in Italia per rimanervi alcune stagioni. Come lui fecero Dawkins, Reggie Theus e altri accettando un'offerta dei nostri club a tempo pieno e, soprattutto, la nostra cultura di pallacanestro, non un ''circo'' ma un campionato duro, anche se fatto di pochi talenti, nel quale si lotta in ogni gara, anche per non retrocedere, realtà questa incomprensibile per un giocatore americano, figuratevi Theus, fresco come una rosa in una Pall. Varese disperata. Dunque, condividiamo appieno la fermezza di Vescovi e non certo per amor di patria o provincialismo. Probabilmente, Bulgheroni, per la sua nota signorilità, avrebbe promesso il suo assenso, così Castiglioni, se non altro, per riconoscenza a Sabatini il quale - ricordate? - concesse il nullaosta per tesserare Holland nel finale di quella disgraziata stagione. Sono supposizioni, oggi questa è la realtà, d'una Varese collocata entro onesti steccati regolamentari al di là di giudizi che la vorrebbero bollare come chiusa e retriva, quindi fuor dei tempi che avanzano. Eh no, a questo giochino al massacro, velato e sottile, non ci stiamo, dovendo respingere con forza al mittente ingiuste e offensive valutazioni. Comunque vada a finire, piaccia o no, Varese è nel giusto. E sia chiaro all'Italia intera.
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