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«Cimberio, l'entusiasmo cresce»


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Soddisfazione per la vittoria, ma anche per le presenze in tribuna in casa Cimberio dopo l'esordio casalingo in Eurocup contro Paris Levallois. [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]I riscontri della biglietteria sono stati relativamente brillanti (141 in totale i tagliandi staccati), ma tra il tempo inclemente e la concomitanza con Real Madrid-Juventus erano i 2673 abbonati lo zoccolo duro su cui fare affidamento. E il tesoriere biancorosso Stefano Coppa (foto Blitz) plaude alla partecipazione in termini ambientali dei tifosi del PalaWhirlpool: «Non possiamo lamentarci sia della risposta del pubblico che del suo atteggiamento. Dal punto di vista dei biglietti non ci aspettavamo molto di più, però gli abbonamenti staccati per il pacchetto Italia più Europa sono stati un segnale importante circa l'interesse che Varese ha espresso nei confronti del ritorno in una competizione internazionale. E il calore del PalaWhirlpool non è stato molto diverso rispetto all'esordio a Casale; i tifosi hanno risposto al meglio e in particolare la Curva Nord ha sostenuto la squadra per 40 minuti filati». [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E dunque il ritorno in Europa, sia pure attraverso una manifestazione relativamente minore come l'Eurocup, è vissuto dall'ambiente biancorosso con il giusto interesse: «Sono convinto che col passare della partite quando si delineerà la classifica sarà più facile trovare seguito; l'Eurocup resta un appuntamento comunque interessante e un traguardo di rilievo per una società che solo 5 anni fa giocava contro Scafati in LegAdue. Di strada ne abbiamo fatta tantissima, ora stiamo cercando di assestarci a questo livello e non possiamo avere la puzza sotto il naso ricordando i tempi gloriosi dell'Ignis. Giusto onorare e rivendicare quella tradizione che resta un punto di riferimento come obiettivo a lungo termine, però l'Eurocup va vissuta con entusiasmo e non certo snobbata». Il dirigente varesino valuta positivamente l'esito finale del match contro il Paris Levallois ed esprime fiducia per la politica dei piccoli passi che la squadra sta evidenziando nelle ultime uscite: «Aver vinto col fiatone ci serve a ricordare che non tutti i problemi sono risolti, anche se ogni partita fa vedere piccoli miglioramenti. Ad esempio a rimbalzo siamo andati bene dopo le difficoltà di Lubiana e Milano, ma l'importante è che i giocatori abbiano preso ulteriore fiducia e seguano la strada tracciata. Le nostre priorità sono quelle di vedere una squadra che lotti, migliori e faccia divertire come è stato nei primi 25 minuti contro Paris Levallois; poi più vince e meglio è ma questo aspetto è una conseguenza degli altri tre».[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E mentre la squadra lavora in palestra la società opera sul fronte sponsor, auspicando in novità positive in tempi brevi: «Qualcosa si sta muovendo ed entro una decina di giorni si dovrebbe concretizzare. E poi stiamo lavorando su altri accordi spot per tre partite come quello già stipulato con l'Agenzia del Turismo. Non si tratta di cifre enormi ma è comunque una politica che permette di avere un discreto flusso nelle casse andando incontro alle esigenze attuali delle aziende». [/font][/size]
[size=3][font=verdana]Il consigliere della società e del consorzio fa infine il punto anche sulla questione del presidente della Pallacanestro Varese, carica ancora vacante dopo il passaggio di Cecco Vescovi al ruolo di responsabile dell'area tecnica: «E' un argomento che non abbiamo ancora affrontato a fondo; contiamo di convocare per metà novembre un'assemblea di Varese nel Cuore per approvare alcune modifiche allo statuto e allora i tempi saranno maturi per il nuovo CdA e il presidente. Comunque non c'è un vuoto di potere perché siamo sempre noi consiglieri a portare avanti le cose, e se prevarrà l'idea di una figura onoraria non sarà comunque una figura operativa a tutti gli effetti, almeno finchè non gli forniremo gli input giusti per essere autonomo». [/font][/size]
[size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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