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«Contano i progressi, non i punti»


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Infermeria piena e collezione di referti gialli? Niente panico, stiamo lavorando per voi. Così Cecco Vescovi riassume lo stato d'animo del cantiere Varese nel corso di un precampionato avaro di soddisfazioni (solo 2 vittorie - contro Brescia e Legnano, squadre di categoria inferiore - e 7 sconfitte in altrettanti test contro avversarie di serie A).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

Il vero problema riguarda le difficoltà nel lavorare al completo che proseguono anche nella penultima settimana di preparazione: ieri Daniel e Kangur erano ancora ai box e salteranno l'amichevole di domani a Bologna, mentre Callahan e Rautins hanno iniziato a lavorare contro zero ma probabilmente si riattiveranno da giovedì in vista del torneo di Fabriano.
«Nessuna preoccupazione per le sconfitte legate a situazioni contingenti che non ci hanno mai permesso di giocare con rotazioni complete - dice il g.m. biancorosso -. In questa fase della stagione non contano i punteggi ma i progressi tra una partita e l'altra: in tal senso la sconfitta in volata contro Cantù a Jesolo rispetto al Memorial Di Bella di Pavia evidenzia che la squadra sta crescendo. Ed anche nella finalina contro la Virtus, in condizioni particolarmente menomate, siamo andati vicino al successo. Peccato per gli acciacchi che non ci stanno permettendo di lavorare al completo, speriamo che almeno a Fabriano si possa giocare nella versione definitiva del roster».
Dunque, se dal punto di vista del gioco espresso è oggettivamente difficile esprimere giudizi compiuti, Vescovi è convinto che l'impalcatura della squadra così come è stata pensata possa reggere alla prova del campo: «Finora abbiamo visto troppo poco per dare un parere definitivo sul valore della squadra. Anche perché abbiamo lavorato prevalentemente sulla chimica, mentre con tante assenze il gioco e l'intesa sono stati fisiologicamente rallentat. Però, resto convinto che i criteri di costruzione del roster siano quelli adatti a sviluppare il basket richiesto dal coach e regalare le emozioni richieste dai tifosi. Troppi giocatori avanti con gli anni e troppi riciclati? Sulle qualità tecniche di Kangur (foto Blitz in alto) e Diawara possiamo mettere la mano sul fuoco, mentre l'anagrafe non è un problema in una stagione nella quale giocheremo una partita a settimana senza più le coppe».
Dunque, l'auspicio del g.m. è che le ultime due settimane trascorrano senza ulteriori intoppi e Varese possa arrivare con i meccanismi ben oliati all'esordio contro Cantù: «L'auspicio è quello di sfruttare al massimo l'ultima fase della preparazione per sistemare i dettagli. C'è da inserire Willie Deane, giocatore di indiscussa qualità che però ha giocato due partite a Jesolo dopo un solo allenamento. Ed auspicabilmente c'è da mettere a punto quei particolari che con tante assenze non abbiamo ancora automatizzato. Confido in particolare nell'ultima settimana di allenamenti per arrivare al meglio al derby. In città c'è grande aspettativa, come dimostrano gli eccellenti dati degli abbonamenti, ma fuori Varese questo precampionato senza acuti sta spostando altrove le attenzioni e per certi versi non è un male. Per noi l'esordio con Cantù è importantissimo: vincere all'esordio una gara così sentita potrebbe darci il giusto abbrivio nella rincorsa verso la Coppa Italia».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
 

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