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«La Cimberio? Mix intrigante»


[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La palla a spicchi non è mai uscita dalle mani di Pierluigi Marzorati. E non uscirà mai. “Pierlo”, 60 anni compiuti da poco e portati con la leggerezza di quando volava da un canestro all'altro con terzi tempi degni un grande triplista, è sempre nel mondo della pallacanestro. Per ragioni professionali: da architetto di vaglia è uno dei massimi esperti europei nell'impiantistica. Per altri incarichi: da presidente del Comitato regionale del Coni porta avanti con entusiasmo il Progetto di Alfabetizzazione Motoria. Per ragioni di cuore, perché la sua Cantù è sempre lì. Annidata, coccolata, affettuosamente accarezzata da uno dei suoi “figli” più importanti e prestigiosi.[/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Marzorati, 2 scudetti, 12 coppe alzate al cielo con le varie maglie della Pallacanestro Cantù e 278 presenze in Nazionale, record difficilmente superabile, è l'anello di congiunzione tra il grande passato costruito da Allievi e il vitalissimo presente proposto con forza dalla famiglia Cremascoli. Quindi, ha il curriculum perfetto per parlare di Cantù e intavolare i temi del derby di lunedì a Masnago.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Mi chiedete di argomentare dei biancoblù ma - dice Marzorati - in realtà bisognerebbe discutere a lungo di una Varese che, tra la sorpresa generale, si è issata presto e bene in vetta. La Cimberio che ho ammirato in tv contro la Virtus Bologna mi è sembrata tonica, equilibrata, con gerarchie definite e un livello di atletismo notevolissimo. Il suo cammino è forse sorprendente, perché da un gruppo rinnovato per nove decimi ci si aspettava una partenza meno sprint. Evidentemente Vitucci ha trovato subito i meccanismi adeguati al suo gruppo che, di contro, finora ha risposto in modo perfetto a tutte le sollecitazioni».[/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Allora continuiamo con la radiografia di Varese: quali caratteristiche l'hanno più colpita?[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Servirebbero ore per citarle tutte. Si parte dal recupero di un giocatore tatticamente importante come Sakota, alla “vetrina” offerta a Banks e Dunston, alle qualità della coppia Green-Ere e al lancio definitivo di italiani sempre più presenti come De Nicolao e Polonara. In breve: un mix davvero intrigante e saporito che, di più, ha davanti margini di miglioramento molto ampi».[/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E la sua Cantù?[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Un team rinnovato nei ruoli chiave, con giocatori che devono ancora conoscersi e, soprattutto, abituarsi a reggere il peso del doppio impegno in campionato ed Eurolega. Finora abbiamo giocato alla pari contro chiunque e perso solo negli ultimi possessi, pagando lo stato di forma approssimativo di Leunen, a mio parere la pietra angolare del gioco, e altri giocatori. Ma talento ed esperienza ci sono e non ho dubbi sul fatto che saremo protagonisti della stagione».[/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Provi a giocare la partita di lunedì sullo scacchiere tattico.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Gara facile: corsa, velocità, alto numero di possessi di Varese contro il basket controllato e di sistema di Cantù. Con la speranza che noi, dopo il match contro il Khimky, si possa arrivare al match di Masnago ancora con benzina ed energie da spendere».[/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Uno sguardo al passato e ai suoi derby da giocatore.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Il più importante è quello vinto nel 1975 che ci consegnò lo scudetto, il mio primo titolo tricolore e, per questo motivo, indimenticabile. Però, devo anche aggiungere che in quegli anni, contro quella Varese, si vinceva pochino».[/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'avversario varesino di una vita?[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Facilissimo rispondere: Aldo Ossola. Aldino, per cui nutro enorme rispetto, ed io eravamo giocatori di stile opposto, ma nel corso dei tantissimi duelli disputati ho sempre cercato di imparare qualcosa da lui e di rubargli almeno un grammo del suo impareggiabile modo di essere regista».[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine, chi vincerà lunedì?[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Varese, prima in classifica e in grande forma, quindi - sorride beffardo Pierlo - favorita, no?».[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]


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