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«Varese, non sentirti tradita»


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Intensa ma breve, oppure breve ma intensa. Così Frank Vitucci riassume i suoi 12 mesi di esperienza a Varese e l'addio anticipato di un anno rispetto al contratto fino al 2014 firmato lo scorso anno. [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Racconta così i motivi che lo hanno portato a lasciare la Cimberio: «E' stata un'avventura molto intensa e molto bella ma sicuramente più breve del previsto. E io non mi ritengo un eroe ma neppure un malandrino. Lascio Varese in anticipo a fronte di un campionato sicuramente superiore alle attese e solo un po' sfortunato alla fine. Speravo e pensavo che questa stagione così esaltante desse la possibilità al club di compiere un ulteriore passo avanti sul piano sportivo; quando però ho capito che non c'erano le garanzie per continuare quel progetto la cosa mi ha dato da pensare». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Dunque alla base della scelta del coach veneziano di lasciare Varese c'è stata l'impossibilità di dare continuità al progetto tecnico degli “Indimenticabili” del 2012/2013: «Sia chiaro che non biasimo nessuno per questo, anzi tengo a ringraziare tutti, dal CdA del consorzio ai collaboratori dello staff a Simone Giofrè per la grande esperienza che ho condiviso con loro. Però non mi va di passare per quello che se n'è andato solo per monetizzare una stagione brillante: io a Varese sono stato benissimo e sarei rimasto volentieri, però da un paio di mesi mi interrogavo sui margini di sviluppo che ci potevano essere. Nel momento in cui si è prospettata la necessità di ricostruire la cosa mi ha un po' destabilizzato. Per questo mi è sembrato intellettualmente onesto che a portare avanti un nuovo progetto fosse un nuovo allenatore, con motivazioni più forti rispetto a quello che avrei potuto avere dopo una stagione del genere». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E se il progetto Varese non convinceva Vitucci, dall'altra parte l'alternativa di Avellino (con un budget superiore del 60 per cento rispetto a quello della Cimberio al di là dell'offerta economica superiore per il tecnico veneziano) è stata considerata più allettante: «L'alternativa è uscita appena si è concluso il campionato. Si tratta di una piazza che conosco bene e dopo una stagione non brillante ha un progetto ambizioso; l'aspetto economico che riguarda me è solo una parte, il fattore decisivo è stato quello sportivo. Anche perché se contasse soltanto l'aspetto economico, lo scorso anno sarei rimasto ad Avellino, invece ho avuto ragione a scegliere Varese che si è dimostrato il posto giusto per sviluppare non solo la mia carriera ma anche un progetto e un'idea condivisa con la dirigenza». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Dunque la scelta di Vitucci è stata legata principalmente alle maggiori prospettive sportive che il budget più elevato di Avellino è in grado di garantire: «La società conosceva la mia inquietudine per l'aspetto sportivo, e quella proposta triennale alla guida di un progetto nuovo che mi è stato proposto a metà giugno poteva forse arrivare due mesi prima. L'ideale sarebbe stato riuscire a mantenere il 70 per cento della squadra ed effettuare solo alcuni ritocchi, ma a fronte della necessità di ricostruire l'ossatura della squadra con risorse probabilmente inferiori ed alla luce dell'alternativa, ho deciso in favore di Avellino». [/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Quindi Vitucci aggiune: «Non è stata una scelta facile ma non credo di aver mancato di rispetto a nessuno: una stagione esaltante come quella che abbiamo vissuto non si dimentica e non si butta in un cestino». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]I saluti finali del coach veneziano sono rivolti ai tifosi di Varese: «Il club, soprattutto nella persona di Cecco Vescovi, ha capito benissimo sia la mia inquietudine che la mia decisione. Spero che quello odierno sia un arrivederci e non un addio: così come non pensavo di tornare ad Avellino dopo un anno non si può mai sapere cosa riserva il futuro. Tengo a ringraziare i tifosi che ci hanno seguito in un anno fantastico: paradossalmente proprio per rispetto nei loro confronti ho deciso di lasciare, dunque non si devono sentire traditi né pensare che sono scappato col bottino…»[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

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