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Cimberio solida anche con i big in scadenza


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Certezze tecniche per il presente ma anche garanzie contrattuali per il futuro. In casa Cimberio, al di là del primato in classifica che fa sognare l'ambiente, c'è uno zoccolo duro di accordi in essere per il futuro che danno sicurezza al club di piazza Monte Grappa. Dei dieci giocatori della squadra, ben sette hanno legami che vanno oltre la stagione in corso: si tratta principalmente dei gioielli italiani Andrea De Nicolao e Achille Polonara, che in estate avevano sottoscritto un triennale con la prima uscita nel 2014 (l'accordo con l'ala marchigiana prevederebbe una “Nba escape” per l'estate e già 6 scout l'hanno visto all'opera ma nell'ipotesi di eventuale partenza ci sarebbe un buyout prefissato), così come Erik Rush.[/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Biennali gli accordi con Ebi Ere, Janar Talts e Dusan Sakota, con clausole d'uscita nel corso dell'estate, mentre Cerella ha un accordo di tre anni con possibile “escape” già a fine giugno. Insomma un “portafoglio contratti” - aggiungendo pure il biennale con il coach Vitucci - in grado di garantire una continuità ad alto livello del progetto tecnico a prescindere dalla permanenza del trio Green-Banks-Dunston in scadenza "secca" al 30 giugno. I tre americani stanno disputando la miglior stagione in carriera,ma è non è scontato che lasciare Varese per un contratto più lucroso possa consentire loro di mantenere lo stesso standard di rendimento attuale al di fuori del sistema Vitucci che ne esalta le caratteristiche.[/size]
[size=3]Insomma, il futuro dei big è tutto da scrivere, legato prima di tutto alle prospettive future a livello economico della società di piazza Monte Grappa, che proverà a concretizzare sul fronte dei rinnovi di sponsor e consorziati e della ricerca di nuovi partner l'entusiasmo contagioso generato dall'esaltante stagione in corso.[/size]
[size=3]Ma se anche la legge del mercato dovesse rendere necessario un restyling forzoso, com'era accaduto nell'anno post-scudetto dei Roosters (quando i vari Mrsic, Galanda e De Pol lasciarono Varese per monetizzare altrove l'esaltante stagione disputata a Masnago), non ci sarebbe motivo di preoccuparsi. Soprattutto perché per un club dal budget nella media per i canoni della serie A (poco più di 4,5 milioni di euro, dei quali il 30% alla voce stipendi per i giocatori), la possibilità di confermarsi al vertice è legata a filo doppio alla qualità dello scouting: andare cioè a scovare altri giocatori da lanciare o rilanciare, come accaduto con i vari Kangur, Stipcevic e Diawara, e ora con Green, Banks, Dunston ed Ere. E come lo scorso anno il d.s. Simone Giofrè è già all'opera tra i campionati europei, la Ncaa e il recente “Show-case” della D-League.[/size]
[size=3]Il modello da imitare per Varese è quello della Cantù dello scorso decennio che conquistò regolarmente risultati eccellenti nel rapporto costo-rendimento pur vedendo partire anno dopo anno verso i top team i suoi pezzi migliori. Ma se anche i giocatori vanno, è il perfetto equilibrio tra dirigenza, area tecnica e staff il punto di forza per una società che vuole consolidarsi al vertice. E la Cimberio sembra aver trovato la formula ideale in tal senso.[/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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