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Contro un manipolo agguerrito serve pure la stampella di Aubrey


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Non siamo al magnificat della passata stagione ma nemmeno al de profundis evocato da qualcuno, evidentemente meno resistente di altri tifosi a un realismo che mette in croce una squadra che non può essere per sua costituzione irresistibile. Scricchiolii ve ne sono, anche di misteriosi, ma da qui a supporre che essa si possa spezzare ve ne passa, soprattutto attraverso il match di oggi, molto delicato e cruciale, ancorchè abbordabile, contro un manipolo spavaldo e spregiudicato, disincantato e divertito come fa supporre una fotografia di Brindisi. Questa sfida dà molto l'idea di quei farmaci per il cui uso si consiglia di leggere attentamente le avvertenze: pretende infatti una sua felice interpretazione, non potendo permettersi gli uomini di Frates di prestare il fianco o peggio di porgere la guancia agli arrembanti pugliesi. Non si scappa: questa è una gara di prospettiva per entrambe le squadre. Ovviamente ci preme l'esito della Cimberio, la quale vincendo manterrebbe un certo passo playoff; in caso contrario rischierebbe di finire nell'altro mucchio, molto selvaggio. I presupposti, d'una striscia di tre sconfitte consecutive, tra campionato ed Eurocup, con annessi e connessi, non sono i migliori per Varese, un po' sbiadita nella sua immagine, soprattutto contraddittoria nel suo rendimento nonché indecifrabile nella sua stessa potenzialità. Sono un po' questi gli argomenti che accompagnano gli appassionati nello scorrere dei giorni, da un avvenimento a un altro: chi promuovere e chi bocciare, chi santificare e chi condannare, a chi dare fiducia e a chi l'ultimatum. È il bello di un'appartenenza molto espressiva a una squadra che si ama ma che anche si discute, almeno fin quando non va in paradiso. E quando qualche situazione sfugge, con un certo atleta in discussione o a disagio, ecco rispuntare radiomercato attraverso ipotetiche soluzioni di quelli che si ritengono o si credono dei casi, seppur a valle... di scelte errate od obbligate che si trovano a monte. Acqua passata non macina più, tuttavia un certo ideale di squadra divertente, al di là di improponibili risultati strepitosi, sarebbe stato magari ripetibile, certo è che l'indimenticata Cimberio delle meraviglie ha fatto scuola a Bologna, giust'appunto a Brindisi e nella stessa Siena, le cui individualità offensive sono più numerose rispetto a quelle della scorsa stagione. Si può così convenire che a qualche acquisto non proprio ideale va aggiunta un po' di malasorte, non senza un inquietante strascico per Coleman che ha una caviglia non a posto ma che potrebbe anche scendere in campo. Ognuno, però, ha una propria soglia di sensibilità al dolore, non uguale da soggetto a soggetto; sempre che l'americano non ci provi per niente in un estremo sforzo. La sua presenza oggi, fosse anche per una decina di minuti, sarebbe benedetta da Frates e dai compagni. In un'ardua battaglia da vincere anche una figura come Enrico Toti val ben un richiamo di grande suggestione, augurandosi tutti che Coleman lanci la sua stampella tra le file di un'agguerrita Brindisi.[/font][/size][/font][/color]

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