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Diawara a mille: « Stremato e felice»


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Chi manda un bacio, chi lancia un fiore, chi si prenota per due ore. Le prossime due ore. Al palazzetto contro Reggio Emilia. C'è chi si è già prenotato per ri-vedere il Poz ma, col cuore pieno di speranza, spera di assistere anche ad un altro show: quello di Kuba Diawara. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

Quello offerto domenica scorsa da Le Roi Diawara, papà felice ed orgoglioso delle bellissime Alessia e Ariana, è infatti spettacolo andato oltre il puro prezzo del biglietto: 28 punti, triple, rimbalzi, assist. E, ancora, pugni ripetutamente battuti sul petto, pugni roteati, indici verso il pubblico, ringraziamenti a scena aperta, cinque alti distribuiti a iosa ai compagni. 
«L'apertura stagionale a Varese, il derby contro Cantù, match sentito tantissimo dal nostro allenatore Gianmarco Pozzecco e, di conseguenza, anche da noi e dice l'ala francese -, il mio ritorno a Masnago. Anche per il sottoscritto la lista degli ingredienti era stracolma. Del tutto normale, quindi, esaltarsi, trasmettere entusiasmo e voler ricevere in cambio approvazione, applausi, consenso. Così, alla fine del derby, ero stanco fisicamente,  stremato dalla tensione sotto il profilo nervoso, ma tanto contento. Per il pubblico, per tutti i miei compagni, per me, ma soprattutto per il Poz visto che, più di tutti, si meritava di debuttare in serie A con una vittoria del genere». 
Pozzecco, personaggio oltre ogni limite: se lo sarebbe aspettato? 
«Prima conoscevo Pozzecco solo nella sua veste di giocatore dallo splendido talento, mentre in veste di coach mi erano già noti il suo modo di fare, accattivante e coinvolgente con i giocatori, e l'enorme energia che riesce a trasmettere. Tuttavia, rispetto alla voci, devo ammettere che il Poz è molto più emotional di come mi era stato descritto. Ha grande personalità, sa dare importanza e responsabilità a tutti e conosce bene la pallacanestro. Insomma: ha tutte le qualità adeguate al ruolo e dopo l'ottimo lavoro svolto in Sicilia a Varese potrà definitivamente consacrarsi. Aggiungo che una motivazione non irrilevante per il mio ritorno a Varese sia stata proprio la sua presenza, unita alla voglia di essere protagonista in un città che, due stagioni fa, mi aveva accolto e trattato molto bene».  
Appunto, essere protagonisti. Eppure l'Openjobmetis nelle previsioni stilate alla vigilia è stata clamorosamente snobbata da tutti 
«Meglio così, giusto così. È legittimo che i favori del pronostico vadano ad altre formazioni che, per nomi nel roster ed investimenti effettuati, meritano posizioni elevate nel ranking. Per Varese è preferibile il ruolo di sorpresa: meno pressione addosso e dopo un pre-campionato massacrato dagli infortuni più tranquillità per crescere».  
Domenica prima trasferta a Pesaro contro una squadra che all'esordio ha beccato 40 punti: gara facile, o no? 
«Invece no: attendo una partita durissima contro un gruppo temibile che, avendo molto da farsi perdonare, giocherà con carattere e grinta mai visti. Pesaro è una squadra giovanissima, con 5-6 giocatori nuovi a cui dovremo spegnere entusiasmo e ardori fin dal salto a due. Prima comandamento sarà non farli gasare poi superare la loro energia e gestire ogni possesso con la nostra esperienza. Insomma: fotocopiare il match contro Cantù. 
Allora sì conclude Kuba -, che le cose diventeranno facili». 
Massimo Turconi [/size][/font][/color]
 

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