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Divertirsi e divertire, ecco le regole del Poz


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Le sette regole d'oro di Gianmarco Pozzecco (foto Blitz) in versione coach? Rispetta e ama i tuoi compagni, non essere in ritardo, esci quando vuoi però mai prima di una partita, dimmi tutto, sono qui per aiutarti a realizzare il tuo sogno, dai sempre il massimo in allenamento, divertiti. Così il nuovo tecnico della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis (la partnership annuale con il nuovo main sponsor è stata presentata ufficialmente ieri) ha illustrato la sua filosofia al gruppo biancorosso che si è radunato a Masnago (assenti giustificati solo Rautins ed Okoye, che per motivi burocratici arriveranno solo a Chiavenna). Idee chiare e obiettivi precisi per coach Poz, figura centrale nel progetto tecnico di una Pallacanestro Varese completamente nuova rispetto alla deludente stagione 2013/2014.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

«La società ha fatto il massimo per rendermi contento ed io lo sono al 100 per cento; da oggi se scivoleremo su una buccia di banana sarò io ad averla mangiata, insomma qualsiasi cosa andrà storta sarà colpa mia, il mio compito principale in panchina sarà quello di non fare danni»: il tecnico biancorosso ribadisce di essere a disposizione dei suoi giocatori per esaltarne le qualità e le motivazioni, e sottolinea in particolare l'aspetto del divertimento - parola chiave sposata anche dal presidente Stefano Coppa e dal general manager Cecco Vescovi - per richiamare l'atmosfera dei suoi vecchi Roosters. «L'aspetto ludico è associabile alla serietà. Per troppi anni nel basket la parola goliardìa è stata sinonimo di scarsa professionalità. Ma io non la penso così e ricordo chiaramente che, quando ero piccolo, mio padre Franco (ex allenatore - ndr) ed i suoi giocatori scherzavano continuamente. E poi, se anche perdi ma almeno ti sei divertito, la sconfitta pesa meno».
Concetti che Poz sottolinea con le solite battute fulminanti («Daniel? È arrivato nel pomeriggio e si è presentato in pigiama»; «Le facce dei ragazzi? Un paio sono più brutti di quanto pensassi»; «Che cosa farò domenica 12 ottobre all'ingresso in campo contro Cantù? Sicuramente non il riscaldamento con la squadra...») ma con un'idea ben chiara: divertirsi lavorando in settimana e divertire i tifosi la domenica. «Intorno a me c'è una società organizzata alla perfezione e un palasport dov'è più bello e più semplice giocare a pallacanestro; i giocatori hanno grande professionalità e sin dal ritiro di Chiavenna basterà trovare quel calore umano che si respira abitualmente in città per creare il giusto clima».
Certo, non sarà tutto facile e anche l'entusiasmo genuino e contagioso di Pozzecco dovrà scontrarsi con un campionato in Varese partirà di rincorsa per centrare il traguardo playoff: «Per come sono fatto io, l'entusiasmo è enorme. Certo, la gente deve rendersi conto che questo è un anno zero e che le aspettative non debbono essere subito troppo alte. Però in questa piazza mi risulta difficile tenere il profilo basso».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
 

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