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L’Openjobmetis è da resettare aspettando Kangur e Diawara


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Lavorare forte in palestra. Ridare fiducia e far ritrovare il sorriso al gruppo. Compattarsi attorno alla necessità di uscire dai guai. E dare un'identità ben definita alla squadra per le 11 partite che mancano alla fine della stagione 2014/2015. Ricette indispensabile per riavviare il motore di una Openjobmetis fiaccata da infortuni e problemi più mentali che tecnici dopo un avvio di stagione ricco di prospettive favorevoli. Il fattore chiave è quello di riportare al top della condizione Kristjan Kangur e Kuba Diawara, le architravi tecniche ed umane della squadra di inizio anno i cui infortuni di lungo termine sono alla base dei problemi passati ed attuali del team biancorosso.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

Senza l'intelligenza cestistica del capitano e il mix di talento offensivo ed esuberanza agonistica del suo bomber, la Varese attuale ha un tasso tecnico di molto inferiore rispetto a quello di inizio stagione. E la pausa per la Coppa Italia dovrà servire a tirare a lucido i due giocatori che per esperienza, carisma e qualità dovranno guidare l'Openjobmetis fuori dalle secche. Detto che Eyenga doveva essere il sostituto di Okoye come aggiunta di sostanza dalla panchina ed invece gli è stato chiesto di surrogare prima Kangur e poi Diawara, e che il cambio Robinson-Maynor (al di là dell'azzardo su un giocatore mai visto in Europa e reduce da 10 mesi di stop) era stato fatto contando sulle capacità di attivatore di un giocatore che ha dovuto calarsi nella realtà di una squadra priva finora del suo attaccante migliore, a questo punto il mercato non può più essere la soluzione ai problemi che hanno minato l'impalcatura tecnica della squadra. Anche perché l'eccessivo interventismo genera sfiducia all'interno del gruppo. Chiudersi in palestra e lavorare forte e duro per recuperare la condizione degli acciaccati e migliorare gli aspetti tecnici che bisogna oliare dopo il cambio in regia è l'unica strada percorribile affinchè il gruppo torni a credere in sé stesso sulla base di certezze consolidate. Tocca a Gianmarco Pozzecco (foto Blitz) rappresentare il valore aggiunto per spezzare il circolo vizioso di sconfitte e negatività: inaccettabile per un tecnico che basa molto sull'empatia vedere una squadra spaurita e bloccata dalla tensione come quella vista contro Venezia. Dunque al lavoro in palestra bisognerà abbinare la sua la capacità innata di galvanizzatore per ritrovare serrenità e sorrisi. La stoffa dell'allenatore vero andrà dimostrata proprio in questa situazione critica, dovendo individuare i tasti giusti da schiacciare a livello mentale e tecnico per sbloccare il motore ingolfato dell'Openjobmetis. Fare quadrato ora è una necessità che tutte le componenti del puzzle biancorosso - società, allenatore e giocatori - non possono non condividere anche per amor proprio: al momento attuale non servono processi o revisionismi storici sulle scelte estive ed i correttivi successivi, ma soluzioni pratiche per uscire dalla crisi. O se ne esce uniti, o si affonda tutti insieme: nel qual caso nessuno sarà esente da critiche 
Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
 

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