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La Cimberio l'ha liberato, Cerella va all'EA7


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3](G.S.) - Bruno Cerella (foto Blitz) ha scelto Milano. La 27enne guardia-ala lascerà Varese per trasferirsi all'EA7, con ogni probabilità l'unico club italiano in grado di migliorare la proposta - pur al ribasso - recapitatagli dalla Cimberio. Ma il fascino dell'Olimpia, con la vetrina dell'Eurolega e un'offerta economica importante (pur con il rischio di avere poco spazio) avrebbero indotto l'italo-argentino del 1986 ad accettare la proposta di Luca Banchi, che già lo avrebbe voluto con sé già a Siena. La mancata conferma dell'atleta ex Teramo era ormai certa da qualche giorno, visto che la società biancorossa ha deciso di redistribuire su play e pivot americano l'importo dell'offerta di rinnovo che il giocatore di Bahia Blanca aveva comunque rifiutato a fine giugno. [/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La scelta di non trattenere Cerella è stata dunque presa prima di tutto dalla Cimberio, che ha deciso di uscire gratuitamente dal contratto in essere (il cui importo sarebbe salito da circa 50 a 100mila euro nel 2013/'14). Non sono mancati i tifosi che su forum e social network hanno “bollato” Cerella come mercenario per la scelta di Milano (che ieri ha annunciato anche il 25enne pivot giamaicano Samardo Samuels, ex Cleveland Cavaliers e alla Summer League di Las Vegas con i Clippers). [/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Da un lato Varese ha dato una gran mano all'argentino per rimettersi in piedi in una stagione partita in ritardo e condizionata da un nuovo infortunio che ha fatto slittare il suo rientro effettivo a metà marzo e la condizione ideale soltanto alla serie playoff contro Siena. Dall'altro, però, la Cimberio non voleva né poteva trattenere un giocatore della panchina con un salario cosi elevato (al cambio attuale poco meno dell'ingaggio del titolare Aubrey Coleman...) e la sua proposta di rinnovo a 70mila è stata valutata insufficiente da un giocatore che ha accettato un'opportunità economica ritenuta migliore. [/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E anche giustamente, trattandosi di un professionista che ha deciso in funzione della propria carriera: nel 2013 le vecchie logiche legate alla bandiera e alla maglia sono superate dagli eventi e pure un po' stucchevoli. La verità è che chi ha lasciato Varese (Cerella e Vitucci, ma anche Green e Dunston) l'ha fatto perché aveva prospettive a suo giudizio più allettanti. Chi invece è rimasto, come Giofrè che ha rifiutato Verona o De Nicolao che ha rifiutato Brindisi, oppure lo stesso Cecco Vescovi per il quale l'agognata proposta di Milano non si è concretizzata, l'ha fatto perchè Varese rappresentava l'opzione migliore.[/size][/size][/font][/color]

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