[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’era Pozzecco inizia col botto. L’Openjobmetis spazza via le incertezze di un precampionato “mascherato” e regala la vittoria più attesa ad un PalaWhirlpool già innamorato della rinnovatissima squadra biancorossa. I 4838 spettatori di Masnago festeggiano l’atteso ritorno dell’ex Mosca Atomica, che incanala nel binario giusto il “ciclone emotivo” dei tifosi; ma altrettanto esplosivi sono i ritorni di Kuba Diawara, MVP assoluto con un cocktail di giocate di potenza e tecnica (11/20 al tiro e 5 assist) ad esaltare la coralità della manovra (56% da 2 e 38% da 3). Mentre l’altro volto già noto Kristjan Kangur è il pilastro della difesa (7 rimbalzi e 4 assist) e il micidiale “convertitore” (4/5 da 3) di una circolazione di palla da 19 assist. Ma una citazione d’obbligo la merita anche Jacopo Balanzoni, chiamato in causa a sorpresa per i falli di Daniel e l’infortunio di Callahan: in 8’ di sacrificio difensivo ci mette cuore ed anima e contribuisce a fare diga contro le “montagne” canturine. E Masnago va in solluchero per il cuore di un gruppo che ha dentro quel quid di atletismo, energia e carattere in grado di fare innamorare il PalaWhirlpool. In avvio Varese fatica a trovare chiavi interne con Daniel che pasticcia vicino a canestro e Cantù sorpassa con la sua trazione posteriore (8-10 al 5’), ma il time-out di “coach Poz” sortisce effetti e la difesa biancorossa continua a graffiare propiziando l’11-0 in 4’ che permette al treccioluto pivot di far deflagrare i suoi mezzi atletici (19-10 all’8’). L’asse Gentile-Buva sblocca la Vitasnella, ma le giocate di potenza e tecnica di Diawara (10 in fila per il francese) tengono al comando l’Openjobmetis (27-20 al 13’) che corre con grande ardore sui due lati del campo. Pandemonio a Masnago sulla rubata con schiacciata di Callahan e coach Poz a gasare la gente; 8 punti distillati dal talento di Deane fissano il massimo vantaggio varesino sul 36-24 del 16’. Poi però il meccanismo mostra qualche sbavatura, tra una fluidità corale ancora da affinare e troppi liberi sbagliati (7 all’intervallo): la squassante potenza di Jones (11 alla pausa con 3 schiacciate) e qualche guizzo di Feldeine consentono a Cantù di contenere i danni sul 42-38 del 20’. Dopo l’intervallo Varese spara a salve dall’arco, ma continua a dare il 100 per cento nella sua metà campo: una tripla di Feldeine scardina l’unico giro di zona chiamato dal Poz (44-41 al 23’), prezioso il dardo frontale di Callahan appena prima del problema muscolare che lo toglie di scena appena dopo il terzo fallo di Daniel, che induce coach Poz a gettare nella mischia anche Balanzoni. Che gioca minuti di sacrificio puro su Williams, mentre Diawara trova altre due giocate di forza fisica ed esplosiva e la tripla dall’angolo di Kangur sulla rubata del mancino del 1993 fa schizzare in piedi tutta Masnago per il 57-45 del 26’. Sacripanti gioca la carta della zona 2-3 e Varese sbatte contro il ferro, ma un tecnico “non forzato” (punito il vice Oldoini per essersi alzato con l’head coach in piedi…) regala 4 punti pesanti con la tripla di Diawara che rompe l’incantesimo (61-50 al 28’). Il francese è incontenibile, Balanzoni fa il lavoro sporco, la trazione posteriore Robinson-Deane costruisce geometrie e Kangur cesella per il 73-58 del 33’. Cantù prova quantomeno a contenere i danni con le iniziative personali di Johnson Odom (22 nella ripresa): troppo poco e troppo tardi, con “KK” e Kuba che suggellano il loro ritorno a Masnago da trionfatori con la tripla del massimo vantaggio (80-64 al 37’). Grande emozione per il ritorno del Poz, ma grande emozione anche per la squadra emozionante costruita dal Poz.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]

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