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Lady Cimberio «Tifosa? No, di più. Vivo per il basket»


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[color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Quindici anni di pallacanestro chiusi in una stanza, da Novara a Varese, con il marchio Cimberio a garanzia di una passione fuori dal comune. Libri, fotografie, targhe e ricordi: la storia di uno sponsor che non è mai stato solo uno sponsor. E nel mettere il naso in casa del Cavalier Renzo Cimberio può capitare di fare scoperte inattese: può capitare di scoprire, ad esempio, che il morbo sano del basket non è cosa solo del patron. La moglie Maria Grazia, per esempio: perfettamente calata nel suo ruolo di first lady, appassionatissima conoscitrice di tutto ciò che è biancorosso. Oggi si gioca contro Cremona e dopo il derby di Milano sembra di prepararsi a una passeggiata: la signora Maria Grazia ammonisce tutti («Sarà durissima, occhio») e poi racconta l’universo Cimberio, visto dall’alta metà del cielo.[/size][/font][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]L’inizio con Borgomanero[/b][/font][/size][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L’inizio con Borgomanero «Non è vero - dice - che in casa si è sempre masticato pallacanestro: anzi. Fino a una ventina d’anni fa se ne parlava poco: Roberto giocava nella squadra del De Filippi a Varese, ma io e Renzo saremo andati a vedere forseuna partita. Poi, qualcosa è cambiato». È successo che si è acceso un fuoco, di quelli che poi fanno fatica a spegnersi: «Abbiamo iniziato con Borgomanero e non ci siamo più fermati: da quell’anno il basket è diventato qualcosa di importante, qualcosa con cui fare i conti tutti i giorni». Anni nelle serie minori, il salto in LegaDue con Novara prima di arrivare a Varese: una retrocessione, una LegaDue vinta, qualche anno a vivacchiare fino alla stagione in corso. «Io e mio marito ormai siamo diventati quasi maniaci: vediamo la partita al palazzetto, torniamo a casa e se si è vinto ce la riguardiamo subito. La sera della partita andiamo a letto alle tre e sono io a insistere per rivederla subito: perché dal vivo si perdono sfumature importanti».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Eravamo a Dubai...»[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Senza basket, ora, non si può più stare: «Lo scorso anno - dice Maria Grazia Cimberio - io e mio marito eravamo a Dubai a passare le vacanze di Natale: però la squadra giocava e noi non potevamo rinunciare alla partita. In albergo c’era un computer da cui ascoltavamo la diretta radio: purtroppo le casse erano chiuse in un armadietto sotto al tavolino e per sentire qualcosa bisognava abbassarsi. Chiunque sia passato per la hall dell’albergo durante la partita, ha assistito alla seguente scena: marito e moglie seduti davanti a un computer, con la testa infilata sotto alla scrivania. Per Varese, questo e altro».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]«Spero di cucinare molto»[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio, oggi. «Questa è di gran lunga la stagione più bella, da quando c’è una squadra con il nostro nome sulle maglie: la miglior Cimberio della storia, senza dubbio. Lo scorso anno il mio preferito era Diawara, ma in questa squadra scelgo Dunston: perché è forte e perché, ragazzi, che fisichino». Una squadra, un allenatore: «Vitucci è super perché è una persona normale, non fa il gasato, sa tenere i piedi per terra sempre: ero seduta di fianco a lui alla cena di Natale e abbiamo parlato di tutto». E allora viene naturale parlare di futuro, chiedere del domani: «Per il momento, divertiamoci: io sono la tifosa numero uno, sono aggiornatissima su quello che fanno i giocatori perché li seguo su Facebook e su Twitter. Tutte le mattine leggo i giornali e preparo la rassegna stampa per mio marito che poi archivia tutto, e quando mio figlio Roberto è in viaggio per lavoro lo aggiorno in tempo reale sull’andamento delle partite con il mio fidato tablet».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Perfetto: ma come finirà? «Dico una cosa: prima del derby di Milano avevo promesso che in caso di vittoria avrei invitato a pranzo da me degli amici (tifosi e un giornalista) con le rispettive famiglie. E ho mantenuto il mio impegno. Per quanto riguarda il futuro, la faccio molto semplice: spero di dover cucinare molto». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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