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[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Senza riverenze né paura. Trame di un film d'azione, ben interpretato e voluto da una Cimberio che, spargendo coraggio a piene mani tra le sue munite file, ha mostrato faccia tosta nel resistere e superare i campioni d'Italia sul loro "terreno", quello della durezza mentale e fisica. Chiamala, se vuoi, intimidazione d'una grande squadra.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Purtroppo ce n'è un'altra, da annotare, da parte di un pubblico furioso nei confronti degli arbitri, bersagli di contestazioni, non solo urlate o fischiate... Un'ammenda di 12.000 euro, che non sono noccioline per un bilancio che s'impone di far quadrare i conti, è arrivata a stretto giro di posta con effetti che potrebbero danneggiare la squadra se soltanto nella prossima gara a Masnago piovesse in campo un solo accendino, pena una squalifica da scontare effettivamente. Varese è avvertita. Il tifoso varesino, notoriamente caloroso e apprezzato per il suo invidiabile sostegno, pure da quei club che si ritrovano con spettatori compassati, magari ideali per spalti da tennis, stavolta è andato oltre al fragoroso incitamento, preso da rabbioso impeto o, peggio, da grave pregiudizio nei confronti dei “fischietti”. Così però, visti gli effetti d'una sentenza, non s'aiuta la squadra ma la si affossa con penalizzazioni e condanne.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sul metro di giudizio dei direttori di gara si può discutere all'infinito, per torti e maltolti se, a partita persa, ci si sente defraudati o tartassati, supponendo d'esser vittime di possibili sudditanze arbitrali nei confronti di avversari più politicamente potenti. Capita dappertutto. Ma da una legittima preoccupazione a un convinto vittimismo ne passa, soprattutto per Varese che non è una provinciale dal sogno impossibile ma un club tornato meritatamente ambizioso sul campo, non senza una storia cestistica gloriosa e nota in tutto il mondo. Basterebbe questa nobile appartenenza per presupporre grande cultura sportiva, mai incrinabile da intemperanze all'ingrosso, al di là di ogni ammissibile disquisizione critica del pubblico stesso ma, soprattutto, della società a tutela pubblica della propria squadra.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'antisportivo di Dunston c'era tutto, almeno in televisione, nel parterre e sugli spalti si sono scatenati i tifosi a protezione del loro pupillo, anche martedì sera luccicante per eccellenza, almeno sino al quinto fallo. Ora, scacciati fantasmi e spauracchi (di gara-1), la domata Siena sembra più battibile per Green e compagni che, aggredendola tra le sue linee d'attacco, sono stati poi bravi ad assaltare l'area pitturata per rispedire al mittente l'incapacità di reggere a durezza e mentalità vincente.[/size][/size][/font][/color]


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