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Piccola e senza muscoli anche se l’allenasse Djordjevic...


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[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3][font=verdana]«Se siamo la squadra che pensiamo di essere, dobbiamo iniziare a vincere in trasferta». Così Adrian Banks "twittava" ieri mattina prima del match di Pistoia: la risposta del campo ha evidenziato che la Cimberio attuale è ben inferiore alle aspettative di tutti: società ed ambiente, ma anche degli stessi giocatori. Ed anche la fiducia dell’ultimo arrivato in casa biancorossa si scontra con una realtà che ribadisce i limiti strutturali della squadra di Frates. Che sarebbero tali anche se in panchina sedesse Marco Calvani o Sasha Djordjevic: perchè purtroppo la realtà del campo - e delle 10 sconfitte esterne su altrettante gare, col ruolino di marcia complessivo aggiornato ad un record di 5-14 - ribadisce che l’attuale versione della Cimberio è piena di problemi strutturali. In due parole, è mal allestita e attualmente non vale i playoff. E allora questo concetto deve essere ben chiaro anche ai tifosi che chiedono a gran voce la testa di Fabrizio Frates e accusano la squadra di scarso impegno e attaccamento ai colori biancorossi. Ma i problemi sono ben altri, ad iniziare da un organico vistosamente squilibrato tra troppi attaccanti e pochi atleti, con Clark ed Hassell ormai palesemente incompatibili sui due lati del campo come problema più lampante di una lunga trafila di "magagne" tecniche (dal ginocchio di Scekic alla sfiducia nei confronti di Sakota) esacerbate dalla cappa di negatività delle ultime settimane. E se Varese è troppo piccola e povera di muscoli per lasciare il segno in Europa, per assurdo la sua taglia più fisica che atletica la condiziona al contrario anche in campionato, dove squadre dinamiche come la Pistoia dei 5 americani "salterini" mettono a nudo tutte le difficoltà di coesione di un gruppo di giocatori di buon livello ma decisamente poco "organici" l’uno all’altro. Il primo correttivo col ritorno di Banks per un Coleman fuori sintonia con l’ambiente può dare una mano ad evitare squilibri eccessivi, ma si è rivelato un palliativo per curare i mali di una squadra che ha bisogno di ulteriori interventi (ora nel mirino c’è Hassell con la necessità di aggiungere atletismo al reparto lunghi) per provare ad invertire un trend negativo davvero preoccupante. Sul piano tecnico è probabilmente il momento peggiore dei quattro anni del progetto "Varese nel Cuore", con i tifosi biancorossi - inebriati dalla stagione 2012/2013 - che chiedono a gran voce interventi per risalire la china; ma il mercato sbagliato d’estate andrà corretto con i residui delle transazioni attuali, perchè le risorse per ribaltare l’organico non ci sono. Però sparare su tutto e su tutti crea solo ulteriori pressioni e negatività: il derby contro Cantù sarà uno snodo decisivo per le strategie a breve termine, però dalla crisi attuale si esce soltanto facendo quadrato tutti insieme. Società, allenatore, giocatori e pubblico. Altrimenti si affonda tutti insieme.[/font][/size][/font][/color]
 

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