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Simone Giofrè il segreto nascosto del miracolo Varese


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[color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Abbiamo buttato via troppo tempo nel cercare capire quale fosse il segreto di questa Varese che sa solo vincere, convinti di trovare chissà quale formula magica. Dopo qualche mese e tante vittorie abbiamo capito che non c’è nessun segreto, anzi: che ce ne sono tanti. Uno di questi segreti? Si chiama Simone Giofrè, di mestiere guarda quintalate di dvd e segue tutti i campionati del mondo a caccia di giocatori bravi che costino poco. È arrivato a Varese un annetto fa portandosi dietro la macchia delle sue origini canturine. «Dopo un anno di Varese - racconta - sto iniziando a conoscere la gente e le persone: questa è una piazza esigente perché ha vissuto un passato di successi irripetibili, il pubblico di Masnago quando parla di basket sa quel che dice. Perché questa è una città dalla grande cultura cestistica e la cosa non accade ovunque: ci sono posti acculturati, altri meno. A Varese la gente ne capisce, e lavorare qui è meraviglioso».[/size][/font][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]I tifosi fanno bene a sognare[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un anno e qualche mese, che nel gergo dello sport significano una stagione e mezza: ma rispetto al campionato scorso, sembra passata un’eternità. «Un anno fa - concorda Giofrè - la situazione era un po’ critica: la squadra non era bella ed[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esuberante come la gente avrebbe voluto o come è invece quella attuale. Abbiamo avuto delle difficoltà tecniche, a partire dalla sostituzione di Justin Hurtt, ma nonostante tutto l’obiettivo playoff è stato raggiunto». Quest’anno, è tutto diverso: «Le cose stanno andando talmente bene che davvero c’è poco da aggiungere: dico solo che i tifosi fanno benissimo a sognare e a pensare in grande, perché è il loro mestiere. Noi invece siamo obbligati a tenere i piedi per terra e vivere alla giornata: per cui, per quanto mi riguarda, il futuro è solo Cremona».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Frank condottiero[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Avanti con la caccia ai segreti, che a volte sono solo dei nomi: Frank Vitucci. «Guardo i nomi dei nostri giocatori e vedo che c’è un solo top player, un solo fuoriclasse: è Vitucci. Questo per farvi capire la sua importanza all’interno del nostro[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]sistema. È il condottiero, non scende in campo ma è come se lo facesse perché tutti i suoi giocatori lo seguono. E non per diritto acquisito, ma perché i giocatori gli hanno riconosciuto questo ruolo». Da fuori, il coach biancorosso sembra un varesino fatto e finito: riservato, lavoratore, pacato. «È una persona molto educata, estremamente esigente: io lo conoscevo poco, ma appena abbiamo iniziato a lavorare insieme ci siamo trovati in un attimo. Avrebbe potuto tenermi in disparte e arrogarsi il diritto di costruirsi da solo la squadra, invece mi ha coinvolto e mi ha dato grandissima fiducia».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Non finirà mai[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ogni volta che si parla con uno che fa il lavoro di Giofrè, ci si sente dire la frase: «Stiamo lavorando per il futuro». Ma è sempre davvero così? «È proprio così - conferma - anche se questo non significa che siamo sul mercato. Ma da quando abbiamo firmato Cerella che è stato l’ultimo acquisto dell’estate, ci siamo subito proiettati sul futuro: perché non si può mai dormire sugli allori e bisogna sempre essere pronti a tutto. Nel 2008 vidi Dunston, Green e Banks giocare insieme in un torneo e mai avrei pensato di trovarli tutti e tre nella mia squadra quattro anni dopo. Questo significa che ora, magari senza saperlo, stiamo già lavorando per il 2016». E quando gli si chiede come andrà a finire quest’anno, Giofrè sorride: «Stiamo facendo un viaggio bellissimo, una di quelle vacanze dove ogni giorno è più bello del giorno prima e non vedi l’ora di svegliarti per vivere un’altra avventura. Anche volendo, non pensi mai a come andrà a finire». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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