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Vecchie grinze e nuovi valori


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][i]T[/i][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][i]anta roba utile. Come la convinzione d’una squadra che, dentro un chiaro progetto di gioco, sta facendo risaltare nuovi valori, non temendo alcun rovescio. Ci sembra questa la fotografia aggiornata di una Pallacanestro Varese non più tutta grinze, dovendo riconoscere l’effetto di un allenatore che non è un “bimbo” vantando oltre trent’anni di onorata militanza, pure impreziosita da una argento con la Nazionale ai Giochi del Mediterraneo (una bazzecola per chi tende a sminuire i meriti degli altri) ma, soprattutto, dal titolo di “miglior allenatore dell’anno” con Roma nella notte dei tempi. Che vorrà dir pur qualche cosa nella storia di un tecnico.[/i][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
[i]Sicuramente Caja, chiamato ad esercitare un compito difficile se non ingrato nel risollevare le sorti di una squadra a pezzi, peraltro succedendo a Pozzecco di cui il tifoso poteva anche sentirsi come “vedovo” inconsolabile, è riuscito a rovesciare come un calzino il rendimento del collettivo, in particolare nei momenti in cui solitamente ci si infilava in un vicolo cieco, cioè senza vie d’uscita percorribili. I primi consensi, il valente Attilio, li ha incassati ma la missione è ancora lunga e ardua per le aspettative che accompagnano il nuovo corso dovendoci chiedere se Kangur e soci riusciranno sempre ad essere sicuri e determinati nel loro modo d’essere in campo dopo mesi di tentennamenti. L’interrogativo ci sta e sollecita potenti risposte, a cominciare da questa sera di fronte a una formazione che verosimilmente cerca forsennate rivalse, soprattutto dopo l’epilogo del match d’andata, molto discusso se non addirittura “scandaloso”, a dire dei pugliesi, sentitisi offesi nella loro dignità di sconfitti per la grave perdita di Simmonson, uscito dai radar dopo un disastroso “schianto” pochi minti dopo il “decollo”. Un infortunio spiacevole per l’uomo e per l’atleta e non di meno per Brindisi che aveva puntato parecchio, anche in denari, su un giocatore di così grande spessore internazionale ma perso per uno balordo infortunio.[/i][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
[i]A scatenare un così forte risentimento fu un’allegra e innocente cagnara inscenata, in sala conferenze, da Pozzecco e dal suo staff in onore di Ducarello, nell’occasione capo allenatore per la squalifica di Gianmarco nonché vittorioso condottiero di una Pallacanestro Varese che, per così dire, aveva “ammazzato” un pronostico pressoché chiuso. Un po’ di legittima e capibile euforia fu intesa dai locali come una “festa sulle disgrazie altrui”, cioè le proprie, il che la dice lunga su quella male interpretazione da parte di chi, battuto e sconfortato, cercava uno sfogo d’un così duro patimento. Se siamo alla resa dei conti, tocca agli uomini di Caja respingere l’assalto di una formazione fortemente attrezzata per le sue individualità (di talento), sicuramente funzionali al collettivo, giust’appunto rifornito di risorse come dimostrano la quotata classifica di Brindisi che mai ha nasco- sto le proprie ambizioni. [/i][i]I suoi americani sono idealmente i benvenuti a Masnago per “saggiare” le potenzialità di Varese. [/i][/size][/font][/color]

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